Il Comune monitora lo stato del sottopassaggio della Sr252

Luigi Murciano

Luigi Murciano / Gradisca

«I lavori di realizzazione della nuova ciclabile intercomunale diventino occasione per una manutenzione del sottopasso di località Feudi». L’appello viene da alcuni lettori che in queste ore hanno segnalato le condizioni del manufatto sottostante la strada regionale 252. «Il sottopasso che conduce ai Feudi pare essere particolarmente eroso dalle intemperie e dall’usura del tempo – scrive un cittadino gradiscano – con travi di cemento armato ed una struttura metallica esposta e ormai arrugginita. Difficile stabilire se la situazione costituisca o meno un rischio ma, visti altri tristi precedenti, forse non è il caso di tentennare».

L’assessore a Lavori pubblici e Urbanistica Alessandro Pagotto assicura di essere a conoscenza della situazione. «Lo stato di salute del sottopasso è stato oggetto di segnalazione ai tecnici di Fvg Strade, con cui i rapporti sono reciproci e proficui – assicura –. Un eventuale maquillage non sarebbe di competenza comunale ma è comunque nostro dovere monitorare le condizioni dei manufatti viari che insistono sul territorio cittadino, segnalando potenziali criticità. Lo abbiamo fatto e sicuramente vi sarà un riscontro a riguardo da parte di Fvg Strade».

E qualche altro cittadino, come si diceva, chiede siano presi provvedimenti proprio in relazione alla futura realizzazione di percorsi ciclabili lungo la direttrice gradiscana. È dei giorni scorsi la notizia che l’Edr –Ente di decentramento regionale di Gorizia, ha avviato il procedimento di esproprio per realizzare il collegamento ciclabile che unirà Cormons e Gradisca, passando per Mariano e Corona. L’opera collegherà la rete dell’Isonzo con quella del Collio. Gradisca non è tenuta a licenziare una variante urbanistica per la tratta. Essendo la zona urbanistica già compatibile con la destinazione d’uso, è sufficiente un semplice passaggio consiliare. Su una seconda ciclabile, la dorsale Gorizia-Farra-Gradisca, gli amministratori e gli operatori del settore turistico chiedono invece transiti lungo gli argini e non accanto o sotto agli stessi. —

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