Il Comune si schiera a fianco di Morgan I colleghi prendono le distanze dallo sfogo

il caso
«Gli imprenditori in Italia sono degli eroi, è un dato di fatto. Spero però che ci ripensi perché Trieste sta avendo un boom turistico, in cui la ristorazione è un settore trainante. Penso ci siano delle possibilità di sviluppo per la città e quindi anche per lui. Credo valga la pena rimanere. Come Comune possiamo solo prendere atto che ci sono delle difficoltà». Così Serena Tonel, assessore alle Attività economiche, si rivolge a Luca Morgan, lo chef che dal 2009 ha aperto uno dopo l’altro quattro locali in via del Pane, che ora vuole chiudere e vendere per lasciare l'Italia. Ad acquisirli ci sarebbe un gruppo cinese. Morgan ha deciso di mollare tutto perché sconfortato dalla continua lotta contro la burocrazia e dalle troppe tasse. Ha deciso così di ritirarsi, in particolare dopo un provvedimento della magistratura che, per troppo rumore, ha posto sotto sequestro fino allo scorsa settimana l’impianto di aspirazione dei fumi del suo locale “Extra Bacco”, l’ultimo avviato proprio quest'anno.
Se Tonel lo invita alla riflessione, al contrario alcuni suoi colleghi capiscono lo sfogo ma non lo condividono fino in fondo, a partire da Federica Suban, neo presidente della sezione giuliana della Fipe. «Indubbiamente - afferma - abbiamo parecchie pressioni e difficoltà, dobbiamo adeguarci a tutta una serie di normative talvolta ingombranti, però non sarà qualche normativa in più a fermarci. El Dorado, sono convinta, è l’Italia». Parla con cognizione di causa Suban visto che, afferma, «ho lavorato all’estero, dove si pensa ci siano maggiori facilitazioni, però non è sempre tutto facile come sembra». E sottolinea: «Ammiro molto i piccoli associati, anche i meno blasonati, che portano avanti da 50-60 anni la latteria di rione, ad esempio. Per me non ha senso mollare, la professionalità ripaga sempre. Invito tutti dunque a non fermarsi davanti alle difficoltà burocratiche». E, parlando più nello specifico della situazione di Morgan, la neo presidente cerca di porre l’attenzione sul tema espansione. «Ognuno di noi può fare le proprie scelte, ma io sono dell’idea, e forse è un mio limite, che-, come dice mio padre, bisogna cavalcare un cavallo e bene: ricordiamoci che una maggiore espansione comporta anche molti sforzi».
Pure Bruno Vesnaver, vice presidente facente funzioni dell’associazione, nonché ex socio di Morgan, non sposa appieno la decisione del collega. «Tutti purtroppo oggi siamo schiacciati dalle tasse, si lavora per un pugno di mosche. Ma da qui a dire “mollo tutto e lascio”, mi sembra eccessivo. Non possiamo chiudere tutti. Bisogna piuttosto lottare con le nostre associazioni a livello nazionale. La lamentela ci sta, lo sfogo si può capire. Se Morgan ha una bella occasione, che faccia pure quello che vuole. Però - chiosa - ognuno conosce i suoi problemi e prima di mettere in strada quindici persone, deve pensarci». —
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