Il conto dei tagli ai Comuni, disabili sfrattati a Gorizia

Ridotti i contributi a Cisi e Anffas. In agosto dovranno lasciare il centro diurno
Di Marco Bisiach

I Comuni tagliano i fondi e il centro diurno del Cisi deve andare in ferie “coatte” e i disabili vengono sfrattati, creando notevoli disagi alle famiglie. Non bastava il caso-Culot, adesso a Gorizia c'è un altro dei capisaldi del welfare locale che paga dazio alla crisi ed alla spending review degli enti pubblici. Si tratta del Cisi – il Consorzio Isontino Servizi Integrati, che gestisce le strutture di accoglienza dei disabili in provincia – e più nello specifico del centro diurno dell'Anffas a esso collegato a Gorizia, e del centro estivo di Gradisca, che, in base a quanto deciso dall'assemblea dei sindaci dell'Isontino (i Comuni sono di fatto gli “azionisti” del Cisi) dovranno chiudere per due settimane in agosto per razionalizzare le spese e risparmiare risorse. Una soluzione sofferta, quella dei Comuni, ma giudicata necessaria per far quadrare i conti, anche se le conseguenze non sono trascurabili. Le due realtà svolgono un importante ruolo di integrazione e completamento delle attività del Cisi, in quanto sono aperte negli orari e nelle giornate in cui i servizi del Cisi rimangono comunemente chiusi. Ecco allora che i disabili trovano delle strutture, attrezzate e specializzate, pronte ad accoglierli, e le loro famiglie un validissimo punto di riferimento per “respirare” per qualche ora al giorno dalle comprensibili fatiche di chi deve accudire quotidianamente un figlio o un parente con gravissime problematiche intellettive o relazionali, quali autismo o altre disabilità. Solo a Gorizia, nel centro diurno dell'Anffas di via Garzarolli, annesso al centro residenziale Cisi, vengono ospitati quotidianamente 16 disabili, per un servizio fondamentale dunque per altrettante famiglie, prese letteralmente in contropiede dalla decisione dei Comuni. «Ci era già stato comunicato dal Cisi che il budget a nostra disposizione per il 2013 era stato tagliato di 10mila euro – racconta il presidente dell'Anffas di Gorizia Mario Brancati -, e questo, nostro malgrado, l'avevamo accettato, dandoci da fare per limitare le spese e far quadrare ugualmente i conti. Poi, però, la nuova mazzata, con la notizia che non avremmo ricevuto i soldi per due settimane nel mese di agosto, durante le quali avremmo dovuto chiudere. Il tutto per un risparmio di forse 5mila euro. Ma come Anffas non accettiamo assolutamente un simile ridimensionamento, perchè il risanamento dei conti pubblici non può avvenire sulle spalle delle famiglie dei disabili. Così, costi quel che costi, noi terremo aperto il nostro centro diurno anche tutto agosto». In via Garzarolli il servizio sarà garantito allora ugualmente, seppur probabilmente con una lieve riduzione di orario, attingendo dai risparmi della stessa Anffas.

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