«Il giardino pubblico vive sotto fitorimedio Morena si informi»
«Prima di parlare sempre attivare il cervello». Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza non le manda a dire alla consigliera comunale di opposizione Sabrina Morena protagonista mercoledì di un sopralluogo al giardino pubblico per denunciare il degrado in cui versa. La parola chiave della vicenda è “fitorimedio”. «La consigliera parla a vanvera. Ogni tanto informarsi non è peccato – attacca il primo cittadino –. Nel giardino pubblico è stato adottato il sistema del fitorimedio che utilizza piante particolari per bonificare il terreno. In questo modo riusciamo a tenere aperto il giardino e controllare l’inquinamento». Sulla vicenda del giardino pubblico “de Tommasini” di via Giulia è intervenuta ieri anche l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi. «Ritengo necessario ricordare a chi rappresenta i cittadini all’interno dell’assemblea municipale l’esistenza della non semplice problematica inerente l’inquinamento diffuso all’interno dello stesso giardino – spiega l’assessore –. Una questione emersa non certo ieri mattina o nei giorni scorsi bensì nel 2016 e che questa giunta ha affrontato introducendo il sistema del fitorimedio nelle aree dove è stata acclarata la sussistenza dell’inquinamento».
Nessun degrado, insomma. «In tal senso l’impresa incaricata dal Comune – spiega Lodi – ha effettuato alcune settimane fa lo sfalcio delle superfici sulle quali era iniziata l’operazione di fitorimedio (riguardante circa la metà del giardino, in aree opportunamente recintate), riservandosi di effettuare successivamente (ma in pratica già a partire da oggi) lo sfalcio nelle restanti aree, attualmente non sottoposte all’intervento anti-inquinamento».
L’azione di fitorimedio, comunica l’amministrazione continuerà anche dopo l’estate con la piantumazione di nuove piante. «E come nei precedenti interventi di sfalcio e pulizia – conclude l’assessore – ribadisco che si presterà la massima attenzione, seguendo le prescrizioni e raccomandazioni formulate dal tavolo tecnico istituito in Regione, tagliando cioè il giusto ma non troppo». –
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