Il gruppo interforze di polizia decisivo nell’emergenza Covid

Tra le circa cinquanta associazioni dell’Isola quella dell’Aipi si è distinta durante la fase critica della pandemia con centralinisti e supporto alla Protezione civile

Antonio Boemo / GRADO

L’ampio mondo dell’associazionismo gradese, sono complessivamente una cinquantina i sodalizi presenti sull’isola dei quali alcuni anche poco noti poiché hanno finalità o numero di soci limitato, copre tutti gli aspetti che ruotano attorno alla vita dell’isola. Si va dalle associazioni sportive, a quelle a carattere musicale o corale, culturali, religiose e anche ambientalistiche per arrivare a quelle indubbiamente molto importanti che si legano alla socialità e all’aiuto verso il prossimo.

Senza nulla togliere all’importanza dei ruoli di ognuno, decisamente importanti sono quelli che svolgono ad esempio i donatori di sangue e di midollo osseo e la Protezione Civile che anche in occasione della recente emergenza Covid (che purtroppo continua) ha avuto un ruolo di primo piano. Oggi, però, parliamo di un’altra associazione che da qualche anno opera anche a Grado e che è di supporto per varie iniziative e che ha come riferimento locale in particolar modo il fossalonese Gianni Balduit.

Si tratta della locale sezione dell’Aipi (Associazione interforze Polizie internazionali) che è particolarmente attiva nel sostegno a iniziative promosse da enti pubblici e altre associazioni. Un’associazione, che ci consente di parlare di un bel gruppo di volontari che ha operato a Fossalon come centralinisti durante l’emergenza. L’Aipi, assieme ai soci dell’associazione dei carabinieri in congedo e ai radioamatori dell’Ari, hanno avuto un ruolo indubbiamente significativo anche durante l’emergenza coronavirus.

Uno dei centralini allestiti dalla Protezione Civile regionale di Palmanova per poter dare informazioni alle migliaia di telefonate giornaliere di persone che volevano avere chiarimenti sui più svariati temi dell’emergenza, è stato allestito, infatti, nella sede del radar di Fossalon. Qui per tanti giorni, personale dell’Aipi, dei carabinieri in congedo e dei radioamatori, col supporto degli psicologi del Fvg, hanno cercato di soddisfare tutte le richieste. Un compito non facile e anche delicato che, tra l’altro, imponeva ogni giorno anche un collegamento in videoconferenza con la Protezione Civile per essere aggiornati sulle varie tematiche.

Tra le molteplici domande pervenute a tutti i volontari tante hanno riguardato le mascherine, altre la possibilità di spostamenti, altre ancora le autocertificazioni ma non sono mancate nemmeno le problematiche legate ai rientri dall’estero. Sono state registrare inoltre telefonate di casi particolari come quelli di persone che avevano finito i soldi, di coniugi separati per poter alternare la presenza nella rispettiva abitazione dei figli, ma non sono mancate nemmeno segnalazioni di litigi verbali tra condomini e di persone che avevano paura di essere contagiate poiché nelle adiacenze della loro abitazione c’erano persone in quarantena. —

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