«Il mondo associativo cambia È un epilogo fisiologico»
«Un epilogo fisiologico, sono in atto processi di cambiamento nella cultura associativa ed emergono necessità di ottimizzazione funzionale, che vanno affrontati per non restare “out”».
Giancarlo Carena, piemontese monferrino, 65 anni, prima infermiere psichiatrico poi presidente dell’Agricola Monte San Pantaleone, è l’ultimo presidente di Cna Trieste. E riflette sull’arrivederci a un organismo durato 43 anni: «Questo non significa crisi dei corpi intermedi, perchè resto convinto che servano luoghi di condivisione, di connessioni, di supporto all’impresa. Si pensi a un piccolo operatore che deve destreggiarsi con i bandi pubblici e redigere un progetto».
Come si è trovato un cooperatore sociale alla guida di un’associazione datoriale?
«Credo di essere stato l’unico cooperatore sociale a condurre questa esperienza, che ho trovato arricchente».
In che termini vede cambiare il mondo dell’artigianato?
«Secondo me, manifattura e cultura andranno sempre più a braccetto. Ambiente, segno-parola, gusto, sociale, algoritmo: avanza un nuovo lessico. I piani di rilancio, correlati ai finanziamenti europei, detteranno un cambio di passo nelle attività della micro-impresa e, di conseguenza, nelle competenze delle maestranze. Il meccanico della mia bici dovrà sapere più cose del tradizionale artigiano».
Da esponente di un’associazione di piccole aziende, cosa suggerisce alle istituzioni?
«Due mesi fa abbiamo consegnato all’assessore comunale Serena Tonel il progetto “micro-aree per lo sviluppo economico”. Cosa intendiamo con questa formula? Prendiamo la zona di Barriera vecchia, dove le numerose attività artigianali e commerciali, che caratterizzavano quella porzione urbana, sono sparite. Vorremmo che le pubbliche amministrazioni si avvicinassero a queste situazioni con una lente di ingrandimento, per rianimare pezzi di città con iniziative tali da dare occasioni di lavoro a giovani disoccupati».
Cna era considerata il luogo degli artigiani “di sinistra”. Come ha vissuto questa dimensione politica?
«Non più come la vecchia cinghia di trasmissione con il partito. Ma continuo a credere alla “buona politica”. Un altro esempio? Non occupiamo Porto vecchio traslocandovi quello che già esiste in città, creiamo lavoro nuovo con impatto “green”». —
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