Il Municipio chiede i danni al writer che imbrattò il Ferrini

Il 23enne era stato sorpreso, con una complice minorenne, dalla Polizia locale La scritta “gecs” era stata dipinta all’esterno del campo e negli ex spogliatoi
Lasorte Trieste 29/06/19 - Campo Sportivo Ferrini
Lasorte Trieste 29/06/19 - Campo Sportivo Ferrini



Il Comune di Trieste è pronto a chiedere i danni al writer che aveva imbrattato il “Ferrini”, il campo da calcio di piazzale delle Puglie nel rione di Ponziana. La decisione di costituirsi parte civile nel relativo processo è contenuta in una delibera dell’Avvocatura del municipio, proposta direttamente dal sindaco Roberto Dipiazza.

Il graffitaro, un ventitreenne, era stato sorpreso l’anno scorso dalla Polizia locale. Non era solo, ma in compagnia di una minorenne. I due giovani avevano ricoperto di scritte gli spogliatoi della struttura sportiva, abbandonata da anni e preda dei vandali. L’indagine era stata condotta dal Nucleo interventi speciali della Polizia locale in collaborazione con il Nucleo di Polizia giudiziaria. Gli agenti erano riusciti a risalire alla coppia di writer seguendo le tracce lasciate sui muri esterni: i due ragazzi avevano lordato di “tag” l’area dello spazio sportivo fin dal cancello di ingresso, dove spiccava in particolare la scritta “gecs”. All’interno dell’impianto il marchio era sempre più presente, dipinto qua e là sulle pareti e su ciò che resta degli arredi. Ed è così, seguendo queste tracce, che i vigili sono arrivati fino agli ex spogliatoi. Quando sono piombati gli agenti, la coppia di giovani si trovava proprio lì. Nel corso degli accertamenti la Polizia locale aveva rinvenuto anche i pennarelli indelebili utilizzati per i graffiti. E pure un’agenda, colma della stessa scritta. Forse delle bozze, tracciate sui fogli prima della riproduzione vera e propria sui muri. La stanza era piena del tag “gecs” in tutti i colori, finestre comprese. Così anche nel perimetro circostante, esterno al campo da calcio: cassonetti e cartelli stradali del rione.

Pure in altre zone della città sono spuntati scarabocchi simili: in Cavana, sulle Rive e nei pressi della Stazione Rogers. I due erano stati denunciati a piede libero per occupazione abusiva di edificio pubblico (reato per cui il Codice penale prevede la reclusione fino a due anni o una multa da 103 euro a 1.032 euro) e per imbrattamento. Per quest’ultimo illecito si applica invece, in linea teorica, la reclusione da uno a sei mesi o una multa da 300 a mille euro (fino a tremila euro se l’edificio è di interesse storico o artistico). La recidiva comporta un aggravio della pena: reclusione da tre mesi a due anni e multa fino a 10 mila euro. Lo scorso aprile il Comune – parte offesa nel procedimento – ha ricevuto il Decreto di citazione diretta a giudizio dei due giovani, emesso dalla Procura. Di qui la decisione di costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento danni. —



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