Il museo muggesano di Beethoven esposto a Bonn VIDEO

L'eccezionale collezione di pezzi d'epoca, oggettistica e memorabilia dedicata al celeberrimo musicista dai coniugi rivieraschi Carrino e da loro figlio approda in Germania
Sergio Carrino e la moglie Giuliana nella casa-museo di Muggia
Sergio Carrino e la moglie Giuliana nella casa-museo di Muggia

MUGGIA. Da Muggia a Bonn. Del resto la passione non ha confini, e una casa museo tutta dedicata a Ludwig van Beethoven in una cittdina in riva all'Adriatico di 13mila abitanti può destare l'attenzione dei grandi collezionisti e di Michael Ladenburger, direttore del Museo della casa natale del grande compositore, che si trova appunto nella ex capitale tedesca. Così la pazienza di Sergio Carrino, della moglie Giuliana e del figlio Ludovico sono state premiate. Infatti una parte del ricco patrimonio che Sergio Carrino ha raccolto in più di 40 anni di dedizione al maestro, girando tutto il mondo, sarà in mostra alla Beethoven-Haus di Bonn fino al 20 maggio 2013, con un catalogo anche in italiano con le note critiche di 40 degli oggetti esposti.

Nella casa-museo dedicata a Beethoven a Muggia

Un riconoscimento di tutto rispetto, visto che nella casa muggesana della famiglia Carrino, chiamata anche “Biblioteca beethoveniana”, un vero e proprio museo visitabile, si trovano almeno 9 mila oggetti catalogati. Ex libris, medaglie, francobolli, libri, riviste, ovviamente dischi e partiture tutte rigorosamente originali, come le prime edizioni delle sonate numero 5 e 9 e della Messa solenne.

A Bonn sono esposti 238 oggetti scelti con un percorso ben preciso, come spiega Carrino: «Abbiamo voluto fare una mostra diversa dal solito, visto anche lo spazio limitato degli ambienti. È stato scelto di dare importanza non solo alla cronologia nelle esposizione ma anche agli argomenti, partendo dal 1827, anno di morte di Beethoven. Si possono quindi vedere, busti e programmi tradizionali, francobolli celebrativi della sua morte. E poi ci siamo concentrati sul Liberty e l'Art Dèco ovvero gli stili usati all'epoca del centenario della morte di Beethoven».

Una parte, quella che poi ha riscosso pare più successo, è stata invece dedicata agli oggetti kitsch. «Tutta una sezione – spiega Carrino – è rivolta ad articoli per fumatori. Il tabacco e le pipe con la testa di Beethoven e agli articoli più curiosi».

Ma non solo. L'autore dell'Inno alla gioia era una grande appassionato di vino Picolit ed aveva programmato anche un viaggio a Muggia per gustare delle ostriche, come racconta ancora Giorgio Carrino: «All'inaugurazione della mostra non potevamo non brindare con un buon bicchiere di Picolit». E' stata un'occasione per parlare del nostro territorio, anche di Muggia e di Trieste e per questo la prossima mostra evidenzia Carrino “potrebbe essere dedicata ai vini di Beethoven». i.g.

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