Il patto di Campo Marzio fa rinascere la stazione

Firmato il protocollo fra governo, Fs, Regione e Comune. Arrivano 4 milioni Moretti rilancia e annuncia anche la copertura dei binari con altri investimen
Lasorte Trieste 18/07/17 - Stazione di Campo Marzio, Ministro Franceschini, Firma Restauro Museo ferroviario
Lasorte Trieste 18/07/17 - Stazione di Campo Marzio, Ministro Franceschini, Firma Restauro Museo ferroviario
«Sarà una bellissima piazza coperta. Rifaremo anche il tetto a volta della Stazione di Campo Marzio. Costerà un paio di milioni di euro a spanne. La copertura metallica è stata data alla patria come l’oro. Ora potremmo richiederla indietro». Mauro Moretti, presidente della Fondazione Fs, non si limita ai contenuti del protocollo d’intesa parlando con il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, la governatrice Debora Serracchiani e il sindaco Roberto Dipiazza. La monumentale tettoia liberty a copertura dei binari manca dal 1942, quando fu demolita e il materiale utilizzato per l’industria bellica.


Nel progetto di restauro completo di Campo Marzio, per il quale si parla di 18 milioni di euro, c’è anche la storica copertura dei binari. Moretti, confortato dal direttore Luigi Cantamessa, è l’unico a dare i numeri. «Questo di oggi è solo il primo passo. Servono 18 milioni e ora ne abbiamo solo sei» attacca l’ex ad delle Ferrovie dello Stato. «Ne abbiamo solo 4» viene corretto. «Motivo in più per trovare gli altri e fare il resto», attacca rivolto al suo successore alle Ferrovie (Renato Mazzoncini) al ministro, alla governatrice e al sindaco.


I quattro milioni del protocollo d’intesa (2 milioni del Mibact, 1,5 delle Ferrovie dello Stato e 500mila euro della Regione) serviranno solo per salvaguardare l’ala su via Giulio Cesare dove è collocato il Museo ferroviario di Campo Marzio, che da ieri chiude nella speranza di riaprire in formato ridotto in primavera, e integralmente tra un anno. E nella futura gestione della Fondazione Fs ci saranno anche i volontari del Dopolavoro Ferroviario di Trieste, che per 43 anni hanno gestito il museo aperto ufficialmente nel 1984 e che ieri, dopo l’esclusione dagli inviti, sono stati omaggiati di encomi e ringraziamenti da parte di tutti. Oliviero Brugiati, presidente dell’Associazione nazionale Dlf, ha parlato pur non essendo presente nella scaletta degli interventi, ricordando come chi ora la prende in gestione qualche anno aveva messo in vendita la stazione di Trieste Campo Marzio. «Noi siamo riusciti a scongiurare questo pericolo e ora siamo felici che la Fondazione Fs la prenda in gestione», ricorda senza voler rovinare la «giornata storica» (parola di Serrachiani) o gli amarcord dei presenti. «Il Museo di Campo Marzio è straordinario. A differenza di Pietrarsa di Napoli è una vera stazione. E si può fare un giro su un treno storico. Un caso più unico che caro. Ho visitato questo museo nel 1994, quando accompagnai mia moglie a sostenere un esame di dottorato a Trieste. Dopo 25 anni sono qui a firmare per far ripartire il museo. Non ci posso credere», spiega l’ad di Ferrovie Mazzoncini che parla di “Rinascimento ferroviario”.


«Questo è il frutto di un lavoro prezioso con Ferrovie dello Stato e la Fondazione Fs grazie al quale il Friuli Venezia Giulia, a distanza di quattro anni, può essere considerata una regione che ha recuperato i ritardi del passato non solo sul trasporto delle merci e dei passeggeri ma anche su quelle tratte storiche che intercettano l’interesse e il gradimento di molti turisti», spiega la governatrice. «È la prima parte di recupero di questo luogo straordinario, con locomotive e treni di un’importanza assoluta, che conservano la memoria non soltanto di Trieste ma dell'Italia - insiste il ministro Franceschini -. È un grande progetto di riqualificazione urbana - prosegue anche con la possibilità di collegare la vecchia stazione di Campo Marzio con la stazione e il parco di Miramare. Veramente una grande sfida. Immagino cosa può voler dire per il turismo scolastico, per i viaggiatori da tutto il mondo visitare questo luogo di memoria unico».


L’immaginazione non manca al sindaco Dipiazza: «Trieste dimostra di avere il vento in poppa. Questa Stazione ferroviaria diventerà veramente un museo molto interessante e probabilmente molto visitato, in un'area molto suggestiva e di valore per la nostra città, vicina a dove sorgerà il Parco del mare e che sarà interessata dallo spostamento del Mercato ortofrutticolo all'ingrosso dove sorgerà una Spa. Sto pensando di chiudere via Giulio Cesare al traffico e fare la viabilità sotterranea». Un programma che si aggiunge al compito affidato dal protocollo al Comune di Trieste, ovvero la rimozione delle “scovazze” dall’area di Campo Marzio.


©RIPRODUZIONE RISERVATA


Riproduzione riservata © Il Piccolo