Il pedofilo di Muggia tenta il suicidio in cella

Mercandel ha cercato d’impiccarsi. Già condannato in passato, è accusato di abusi su due piccoli cinesi

TRIESTE. Ha cercato di mettere fine ai suoi poveri giorni Alessandro Mercandel, il gruista muggesano di 37 anni accusato di avere approfittato di due fratellini cinesi che gli venivano periodicamente affidati dai genitori.

Ha tentato di impiccarsi nella cella di isolamento del Coroneo dov’è rinchiuso da poco più di una settimana. Ma gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno bloccato in tempo. Quasi istantaneamente. Lo tenevano d’occhio perché il direttore Enrico Sbriglia aveva disposto fin dal momento dell’incarcerazione la cosiddetta “grande vigilanza”.

Non è chiaro, o per lo meno vi sono parecchi dubbi sull’interpretazione del suo gesto. Alessandro Mercandel forse sta iniziando a capire la devastazione prodotta dalle sue pulsioni su quei bambini di 7 e 11 anni. Forse ora è costretto a fare i conti con tutto il dolore che ha sparso a partire dal 2003, coinvolgendo nei suoi “giochi” altri quattro bambini. Certo, per quel lontano episodio di violenza sessuale ha già scontata una pesante condanna, ma la sua attività dopo la liberazione sembra essere ripresa a pieno ritmo. Questo dice l’inchiesta che il pm Massimo de Bortoli ha affidato alla polizia. Vecchi fantasmi sono riemersi all’interno della cella: ecco perché la sua vita potrebbe essergli risultata del tutto insopportabile.

Ma c’è anche una seconda ipotesi. Il gruista potrebbe aver organizzato un “suicidio” virtuale, per ottenere di essere sottoposto a perizia psichiatrica o almeno affidato alle cure di uno psicologo. In questo modo potrebbe aprirsi la strada a un lungo periodo di riallineamento, che nell’inevitabile processo dovrebbe influire positivamente sull’entità dell’eventuale condanna.

Alessandro Mercandel sa di rischiare una pesantissima condanna, proprio perché l’episodio del 2003 e i tre anni e sei mesi già passati in carcere non hanno influito sulle sue scelte di vita. Nella perquisizione della sua abitazione di via Santa Barbara 8, dove si “intratteneva” con i bambini e li usava per il proprio piacere, gli investigatori hanno ricuperato centinaia di Dvd e di videocassette. Il loro contenuto è sotto esame perché dal cellulare dell’indagato è emersa l’immagine di uno dei due fratellini cinesi: il bambino era completamente nudo e la foto era stata scattata nel bagno dell’abitazione di Muggia. Ora i bambini sono stati affidati a una struttura pubblica di assistenza. I genitori cercano di avviare un’azione legale per riportarli in famiglia. Certo è che le maestre e forse anche qualche passante occasionale si era accorto delle attenzioni che il gruista riservava alle due piccole vittime.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo