Il Porto vecchio e il suo restyling sotto la lente di Un’Altra Città
Chissà se Greta Thunberg approverebbe il progetto di riconversione urbanistica del Porto vecchio della giunta Dipiazza. Se lo chiedono gli attivisti della rete Un’Altra Città, a proposito di quello che considerano «il tema più importante oggi sul tavolo dell’amministrazione cittadina».
Oltre a ciò, i medesimi attivisti si interessano anche di disuguaglianze sociali e, a tal fine, si danno appuntamento alle 16.30 di domani alla parrocchia della Beata Vergine Addolorata di Valmaura. Qui si terrà il primo di una serie di incontri nei rioni, in cui si parlerà di problemi come il rincaro dell’acqua o il costo del trasporto pubblico, chiedendosi come si possano migliorare la vita quotidiana delle persone e l’ambiente a partire dalle periferie della città: sulla locandina dell’evento compaiono, oltre all’ente parrocchiale, Spi Cgil, Legambiente, Federconsumatori, Acli, cooperativa sociale “Oltre i grembani”, Forum Disuguaglianze Diversità, Bioest, Medici per l’ambiente e Prodes Fvg.
Quanto a Un’Altra Città, il progetto era stato battezzato pubblicamente all’inizio dell’anno dai suoi promotori tra cui, ad esempio, gli psichiatri Maria Grazia Cogliati Dezza e Peppe Dell’Acqua.
Di recente il gruppo di cittadini attivi ha organizzato una serie di iniziative sul Porto vecchio, considerato un bene comune. Da queste riunioni è emerso il tema “caldo” della sostenibilità del Magazzino 26, del Museo del mare e del Centro congressi che ospiterà l’Euroscience Open Forum 2020: «Vorremmo che l’amministrazione comunale fornisse delucidazioni in merito a modalità, tecniche e materiali di costruzione – fa sapere la rete civica tramite una nota –. I due interventi (una costruzione ex novo e una ristrutturazione, al momento in fase di progettazione) prevedono l’uso di tecnologie e materiali a minimo impatto? E l’energia necessaria per farli funzionare sarà attinta da fonti non rinnovabili e combustibili fossili oppure, come auspichiamo, da fonti alternative come ad esempio il solare, il geotermico o la mareomotrice? Auspichiamo che a partire da domande semplici possa iniziare un percorso di partecipazione e di possibilità di nuovo protagonismo dei cittadini». —
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