Il prefetto di Trieste: «Troppi in giro, continuiamo a stare a casa»

TRIESTE «Non dobbiamo considerare la partita come finita e soprattutto dobbiamo sempre ragionare sul come tutelare i nostri cari, invece del come aggirare i divieti». Il prefetto di Trieste Valerio Valenti lancia un appello forte alla popolazione, dopo un weekend nel quale si sono registrati degli aumenti di persone in circolazione, «come – aggiunge – se fossimo tornati a una situazione di tranquillità. Invece è fondamentale restare a casa, e quando si esce indossare le mascherine e, soprattutto, mantenere quello che viene definito il distanziamento sociale».
Nei giorni scorsi, a livello nazionale, si sono allargate un po’ le maglie delle limitazioni: ad esempio è stata data la possibilità di fare un giro nel raggio di 500 metri dalla propria abitazione. «Mi sembra – spiega il prefetto – che la popolazione abbia interpretato queste aperture come un “libera tutti”, in realtà la situazione è ancora critica. Voglio comunque sottolineare il grande senso di responsabilità mostrato dai cittadini nelle scorse settimane: hanno sempre mantenuto un comportamento adeguato, limitando al massimo gli spostamenti. Il sacrificio deve però continuare per il bene di tutti: comprendo ovviamente come in questo momento ci sia stanchezza, ma siamo in una fase ancora molto critica».
Le autorità sono preoccupate da un possibile aumento dei casi positivi e di conseguenza dei ricoveri ospedalieri con un sistema, quello sanitario, che potrebbe tornare nuovamente sotto pressione dopo un marzo complesso. «Molti contattano la Protezione civile e l’Urp della Prefettura – aggiunge Valenti –, ponendo le domande più assurde. Lo scopo ormai sembra la ricerca del come aggirare i divieti, quando invece dovrebbe essere quello di proteggere i soggetti più deboli e noi stessi dal virus. Le forze dell’ordine mi confermano inoltre, da parte delle persone fermate, una interpretazione errata delle limitazioni. Bisogna ricordare come siano in realtà rimaste molto stringenti». Una delle aperture maggiormente discusse è relativa alla possibilità di fare attività fisica nel raggio di 500 metri dalla propria abitazione. Molti amatori hanno quindi ripreso a correre.
«Quando potevo andavo a fare una corsa – confida Valenti – riuscendo a sommare anche 10 chilometri, ora pensare di farli in un raggio di 500 metri non è possibile. Bisogna avere buon senso in tutte le cose. Anche le passeggiate è fondamentale farle uno alla volta, limitandole il più possibile. Penso alle famiglie: non si può uscire tutti insieme, è opportuno fare dei turni. Se tutti hanno compreso l’importanza dell’indossare le mascherine il problema resta invece il distanziamento sociale: in tanti non hanno compreso l’importanza dello stare lontani anche negli spazi aperti». Mentre a livello nazionale si discute della fase due, il prefetto avvisa: «Attenzione perché con questo virus dovremo convivere a lungo e servirà un cambio di mentalità. Sul fronte della sicurezza dei luoghi di lavoro, contiamo in settimana di arrivare a un accordo con sindacati e parti datoriali. I cittadini, però, devono continuare a rispettare i divieti per il bene di tutti».
Intanto nella giornata di domenica 19 aprile sono state 160 le persone sanzionate in Fvg, su un totale di 2194 controlli. A trieste le multe staccate sono state 67 su 598 verifiche —
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