Il premio San Rocco a Luciano Osbat

Cerimonia nell’ambito della Festa del Ringraziamento Riconoscimento consegnato al noto docente e storico
Bumbaca Gorizia 11_11_2018 Premio San Rocco a Luciano Osbat © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 11_11_2018 Premio San Rocco a Luciano Osbat © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Un grande uomo di cultura rimasto sempre legato alla sua terra d’origine anche se le esperienze professionali l’hanno portato lontano. E che, proprio attraverso queste esperienze, peraltro di assoluto prestigio, ha dato lustro anche a quella Gorizia che ora lo applaude.

È Luciano Osbat, docente universitario, storico, archivista e direttore dell’Archivio pontificio di Viterbo, che ieri mattina ha ricevuto il 45° Premio San Rocco al termine della messa della Festa del Ringraziamento. Una festa che come da tradizione ha visto la benedizione dei mezzi agricoli e da lavoro, oltre alla presentazione dei frutti dei campi, della terra, sulla “burela” sanroccara.

Nato nel 1941 a Palmanova da un’antica famiglia goriziana, Osbat si è laureato all’Università di Roma in Scienze politiche nel 1967, intraprendendo poi la strada dell’insegnamento, prima a Salerno e poi a Viterbo. Il docente però ha indirizzato a lungo sforzi, passione, dedizione e rigore alla ricerca, e ha mantenuto nel tempo intatto il fortissimo legame con Gorizia e il Friuli Venezia Giulia, dove vivono ancora molti suoi parenti e dove conduce – anche nella parrocchia di San Rocco – ricerche per la ricostruzione della storia delle famiglie dei suoi avi. E tra i fili rossi che hanno tenuto e tengono Luciano Osbat in contatto con Gorizia c’è anche la rivista “Borc San Roc”, ed anche per questo ha partecipato sabato pomeriggio nella sala “Incontro” alla presentazione ufficiale del numero unico, il 30°, illustrato dal docente dell’università di Trieste Georg Meyr, che ha parlato assieme al direttore Vanni Feresin.

In una sala affollata in tanti hanno portato i saluti, a partire dal consigliere comunale Andrea Tomasella fino alla presidente del Centro Tradizioni Laura Madriz Macuzzi, che ha espresso orgoglio per il traguardo dei 30 anni di pubblicazioni, ricordando tutti i direttori che si sono susseguiti alla guida di “Borc San Roc”, oltre all’intuizione della presidente Edda Polesi Cossar. Meyr invece ha parlato di “un lavoro di grande interesse”, passando in rassegna uno ad uno i ventuno articoli e contributi che spaziano tra storia, cultura, architettura, tradizione e ritratti di personalità importanti del borgo e della città. Come Sergio Tavano, ad esempio, al quale è dedicata la bella intervista in appendice, in occasione dei suoi 90 anni.

«Mi sembra che il grande valore di questa rivista sia il fatto di saper continuamente far passare l’attenzione del lettore dalla micro storia alla macro storia – ha detto Meyr -, in una costante interazione tra la sfera locale e quella più ampia». —

M.B.

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