Il “presepe della solidarietà” va ai nonni della casa di riposo

Ai loro nonni “adottati”, quelli della casa di riposo, con cui fanno ginnastica, musica, e piccoli lavori da quando avevano sei anni, i bambini della quarta a tempo normale della scuola primaria Duca d’Aosta hanno portato ieri come regalo di Natale il loro presepe. Quello costruito due anni fa e con cui hanno vinto un premio al concorso indetto dall’Unione delle pro loco del Fvg.
A realizzarlo, con scatole di cartoncino e giornali usati, 24 alunni di cui solo due italiani e di religione cattolica. Oltre la metà della classe è di origine bengalese, l’altra metà, tolti i due bimbi italiani, ha radici nei Balcani. Tutti ieri mattina hanno accompagnato il dono agli anziani della residenza protetta di via Crociera con quello di alcuni canti di Natale, a iniziare dalle versioni in italiano di Jingle bells e di O Tannenbaum. Alle spalle nessuna tensione o incomprensione con i genitori per l’incursione dell’intera classe nel Natale, a prescindere dalla religione di appartenenza. Il presepe, del resto, è stato intitolato dall’Unpli “dell’integrazione”, anche se i bambini della maestra Annamaria Furfaro l’avevano chiamato La luce del mondo. «Abbiamo fatto una città grigia, le cui case sono senza porte e finestre, in cui le gente si chiude dentro – ha spiegato ieri la maestra, affiancata da quella di sostegno, Sabrina Zucchiatti –, fino a quando non arriva la vera luce del mondo, che è Gesù». Per i due alunni cattolici la costruzione della natività ha avuto quindi anche un significato che è andato oltre quello artistico e culturale, con cui è stato invece proposto agli altri nel laboratorio curato dall’esperta esterna Laura Basile. Per l’intera classe, come racconta Furfaro, anche consigliere comunale di minoranza, è stato invece chiaro di voler regalare il presepe ai “nonni” .
Quelli che hanno imparato a conoscere dalla prima, quando sono entrati casa di riposo una volta al mese per un’attività di psicomotricità con loro e con la psicomotricista della residenza protetta. Poi in seconda hanno condiviso con gli anziani dei laboratori manuali e lo scorso anno un’attività di musicoterapia con l’esperta esterna Sara Hoban. Un’esperienza che verrà replicata nel corso di quest’anno scolastico. Il dono del presepe è quindi nato dal legame che si è creato tra i bambini, in larga maggioranza senza i nonni vicino, e gli ospiti della casa di riposo, che ieri hanno partecipato ai canti, dimostrandosi molto felici della visita. “I bambini non sono mai troppi” , ha chiarito una delle “nonne” durante l’incontro cui hanno partecipato anche la responsabile della casa di riposo e del servizio sociale del Comune Fulvia Tamburini e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Giacich Maria Cardella. Per i bambini della quarta a tempo normale il percorso di crescita non passa comunque solo dalla casa di riposo, ma anche dalla piscina comunale, dove, pure fin dalla prima, effettuano l’attività motoria. Per gli alunni il nuoto significa indirettamente imparare a usare una struttura pubblica e, nello specifico, un impianto sportivo che richiede di seguire delle regole precise, igieniche, di vestiario e anche di alimentazione, per poter essere frequentato. —
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