Il programma delle cerimonie

Oggi in piazza Unità l'amministrazione comunale celebra l'anniversario delle Leggi razziali. In Riseria, il dem Martina e l'Anpi. Alle 18 proiezione al teatro Miela

TRIESTE Prenderanno il via in mattinata a Trieste le cerimonie per l’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali.

Alle 10, vicino alla targa in piazza Unità che ricorda l’intervento del Duce del 18 settembre del ’38, si è tenuto un breve momento di riflessione a cui hanno preso parte l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi ("La nostra città oggi rifiuta quello che qui c’è stato 80 anni fa.Trieste deve dare una risposta forte"),  lo storico Roberto Spazzali, il vicario generale della Diocesi, Pier Emilio Salvadè e il rabbino capo, Alexander Meloni. Assente il sindaco Roberto Dipiazza, al momento fuori città. Presente invece il vicesindaco Paolo Polidori.

Sempre alle 10, ma alla Risiera di San Sabba, l’Anpi ha deposto simbolicamente un fiore e ha letto i messaggi inviati per l’occasione dalla senatrice a vita Liliana Segre e da Noemi Di Segni, presidente delle Comunità Ebraiche italiane.

Presente l'assessore comunale alle politiche sociali Carlo Grilli, il presidente Anpi Fvg Dino Spanghero e il presidente Anpi Trieste Fabio Vallon. I rappresentanti Anpi hanno letto un messaggio inviato per l'occasione alla Risiera dalla senatrice a vita, ex deportati nei campi di sterminio, Liliana Segre. In seguito sono stati letti i messaggi di Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche in Italia, e del presidente Anpi nazionale Carla Nespolo. "Non dobbiamo avere paura di definire questo un luogo dell'orrore - ha affermato Grilli - che ha riguardato anche persone con disabilità e omosessuali, non solo appartenenti alla comunità ebraica. Ho chiesto io al sindaco di poter essere qui: è un luogo di memoria e come tale deve essere vissuto, soprattutto per i giovani, che hanno la fortuna di non aver vissuto sulla propria pelle quello che hanno vissuto i nostri padri e nonni. Non dobbiamo avere il timore di dire le cose come stanno".

Era presente anche l'ex partigiano ed ex deportati Riccardo Gorup, presidente onorario dell'Associazione ex deportati nei campi nazisti: "A Trieste le leggi razziali contro gli sloveni iniziarono molto prima. È stata infatti proibita loro la lingua, dal regime fascista: e quando non c'è la lingua, non si parla. Qui dentro la Risiera, inoltre, i primi a essere stati uccisi sono stati soprattutto partigiani, italiani, sloveni, serbi e croati. Inutile alimentare l'odio: ormai quella storia è successa, è chiusa e la verità va raccontata così com'è ".  

In Risiera, alle 11.15 si è recato anche il segretario del Pd Maurizio Martina per rendere omaggio alle vittime della Shoah. «Non c’è futuro senza memoria e noi siamo qui per ricordare e non possiamo dimenticare le tragedie di quegli anni perchè sa quelle tragedie è nata l’Europa, la nuova sovranità, la pace, la cooperazione tra i popoli - ha sottolineato -. Tornare alla memoria significa essere sicuri del nostro futuro. Ricordarsi da dove arriviamo per noi è fondamentale in un’epoca come questa dove troppo spesso - ha concluso - ci si dimentica di quello che è stato. Se c’è un compito che abbiamo per il futuro è di ricordare ogni giorno da dove arriviamo».

Alle 18 al Teatro Miela nell’ambito del festival Mille Occhi sarà presentato il documentario Il Duce a Trieste (1938), realizzato dall'Istituto Luce, con interventi dello storico Marcello Flores e dell'archivista Paola Olivetti.

Venerdì alle 11 nella sala del Consiglio comunale, invece, si terrà la cerimonia ufficiale organizzata dal Comune con Comunità ebraica di Trieste e Ucei.

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