Il ricercatore triestino Marino Zerial nell’Accademia Usa di arti e scienze

Laureato in Biologia e “pioniere” dello studio su geni e molecole è il co-fondatore dell’Istituto Planck di Dresda 
Micol Brusaferro

il riconoscimento



Il triestino Marino Zerial, direttore di Max Planck e co-fondatore del Max Planck Institute for Molecular Cell Biology and Genetics di Dresda, è diventato di recente membro della prestigiosa Accademia americana delle arti e delle scienze: è il prestigioso ed ennesimo riconoscimento per una lunga strada percorsa nel mondo della ricerca a livello internazionale. Classe ’58, Zerial si è laureato in Scienze biologiche a Trieste. «Ricordo con piacere i tempi dell’Università – racconta – anche se proprio in quel momento ho capito che per crescere ancora avrei dovuto affrontare un’esperienza all’estero». E così arriva il post-dottorato nel laboratorio del professor Giorgio Bernardi all’Istituto J. Monod di Parigi, in un gruppo che lavora sulla genomica, ben prima del sequenziamento del genoma umano. Tra i momenti più emozionanti, «quando ci è resi conto che la maggior parte dei geni si trovava in una piccolissima parte del Dna umano. Questa scoperta ha contribuito a un documento concettuale che è stato poi pubblicato su Science (Bernardi et al. - Science 1985) e a molti altri articoli che hanno riportato i risultati dettagliati».

Parigi comincia a stargli stretta e nonostante l’invito a una posizione lavorativa permanente, Zerial si lancia in nuove sfide. Grazie a una borsa di studio, entra a far parte del gruppo di Henrik Garoff all’European Molecular Biology Laboratory (Embl Heidelberg), un centro di eccellenza iper la biologia molecolare, dove si occupa della biosintesi e dell’endocitosi del recettore della transferrina umana, «un periodo di ricerca incredibilmente fruttuoso». Quando il gruppo di Garoff si trasferisce all’Istituto Karolinska in Svezia, si unisce al team di Rodrigo Bravo all’Embl, dove studia i meccanismi molecolari della trasmissione del segnale nella cellula e dove ricopre ruoli sempre più importanti. Nel 1989 avvia il programma di ricerca all’Embl, e studia i geni che regolano il traffico intracellulare nelle cellule epiteliali, lavori riconosciuti a livello internazionale. I suoi risultati sono ormai sui libri di testo. La sua è una carriera in continua a scesa, insomma, che lo porta appunto a diventare direttore e co-fondatore del Max Planck Institute, il Mpi-Cbg, di Dresda, nel 1998.

«L’istituto – spiega – ricerca i principi molecolari alla base della morfogenesi e dell’organizzazione delle cellule e dei tessuti. Biologi molecolari e dello sviluppo lavorano assieme a fisici, chimici, scienziati computazionali e ingegneri su programmi di ricerca su più scale di grandezza, dalle singole molecole alla formazione di organi e organismi. L’istituto ha contribuito fortemente allo sviluppo del campus scientifico della città dopo l’unificazione della Germania, grazie a un’intensa collaborazione con l’università di Dresda e l’ospedale universitario».

Nel 2002, con il collega Temo Kurzchalia, il regista teatrale Carsten Ludwig e il drammaturgo Hans-Georg Wegner, Zerial scrive anche un pezzo per un’opera in versione didattica, di Brecht, dove spiega i meccanismi scientifici dal punto di vista sociologico, sul palco del Kleine Szene Dresden. Nel tempo riceve diversi riconoscimenti per la ricerca, come il premio Chiara D’Onofrio e il rinomato Gottfried Wilhelm Leibniz. Arriva anche l’appartenenza all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, e nel 2021, come detto, Zerial viene inserito nell’American Academy of Arts and Sciences, una delle più antiche società americane, che accoglie autorità in diversi campi, in tutto il mondo: «Indubbiamente una nuova soddisfazione. Ne fanno parte professionisti in vari settori, chiamati spesso a intervenire su questioni importanti, a livello globale».—



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