Il ricordo di Palatucci Salvò oltre 5mila ebrei

Giovanni Palatucci, ultimo Questore italiano di Fiume «Giusto tra le Nazioni», «Servo di Dio» e «Medaglia d’oro al Merito civile», è stato ricordato ieri mattina alla presenza del viceprefetto vicario Rinaldo Argentieri, del questore Antonio Maiorano, del vicesindaco Fabiana Martini e di altre autorità che nel carcere di Trieste hanno deposto una corona alla lapide che ricorda la sua prigionia nella struttura. Il cappellano provinciale della Polizia di Stato, don Paolo Rakic, ha benedetto la lapide e la corona ricordando la figura di Palatucci. Nato in provincia di Avellino nel 1909 Palatucci frequentò il 14.o corso per vicecommissario di Pubblica sicurezza e fu assegnato alla Questura di Genova. A partire dalla promulgazione delle leggi razziali nel 1938, in servizio presso l’Ufficio stranieri della Questura di Fiume, Palatucci divenne il protettore degli ebrei. Salvò la vita a più di 5mila ebrei, avviandoli a un campo di raccolta in provincia di Salerno dove era vescovo uno zio. Il precipitare degli eventi dopo l’8 settembre 1943 fece sì che Giovanni Palatucci rimanesse da solo a reggere la Questura di Fiume e un anno dopo fu arrestato e condannato a morte, ma la pena gli fu commutata nel carcere a vita. Trascorse due giorni nella struttura di Trieste e da lì fu tradotto nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, a neanche 36 anni.
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