Il rilancio post-Covid monopolizza il dibattito sul bilancio comunale

Il documento contabile: oggi il voto del consiglio 
G.tom.
Foto Bruni 05.01.13 Mikez e Jakez:a S.Giusto e sul municipio di piazza Unità
Foto Bruni 05.01.13 Mikez e Jakez:a S.Giusto e sul municipio di piazza Unità

Il Consiglio comunale ha iniziato ieri a discutere il bilancio: il lunghissimo dibattito si è imperniato sul tema pandemico e sullo sviluppo della città post-Covid, problemi affrontati dal documento secondo la maggioranza, trascurati agli occhi dell’opposizione. Il vicesindaco Paolo Polidori ha aperto il confronto: «Chiudiamo a 711 milioni, oltre 20 in più del 2020, riducendo di 10 milioni l’indebitamento e senza vedere nuove azioni Hera». Ha aggiunto il dipiazzista Roberto Cason: «Dicono che non abbiamo tenuto conto della pandemia, ma i suoi effetti non sono quantificabili, e per affrontarle il Comune dovrà comunque ottenere trasferimenti da altri enti, per cui esistono le varianti di bilancio».

Secondo Giovanni Barbo (Pd), però, «la pandemia è iniziata un anno fa, bisognava fare uno sforzo a livello di idee, magari prendendosi più tempo». La dem Valentina Repini ha incalzato: «La crisi occupazionale è un tema che andava messo al centro e invece non è stato trattato». Il M5s Paolo Menis contesta la visione di Cason: «Pur essendo un bilancio di previsione, le spese pandemiche andavano tenute in conto con stime e ipotesi».

Così Antonella Grim di Italia Viva: «A parte i buoni spesa e i tributi rimandati, tutto è cristallizzato al pre-Covid. Ci si poteva prendere una decina di giorni e votarlo dopo Pasqua, trattando oggi l’accordo di programma». Radames Razza della Lega ha rivendicato il lavoro fatto: «Essere riusciti a mantenere gli equilibri di bilancio è un grande risultato. Ricordo a Grim e Barbo che siamo tra i pochi Comuni che hanno speso tutti i fondi Covid». Concetti sottolineati per la Lega anche da Manuela Declich. Per la dem Laura Famulari «il bilancio non solo doveva tenere in conto la pandemia, ma riflettere su come trasformare il Green New Deal in un volano di sviluppo e lavoro». Così Sabrina Morena di Open: «Il bilancio non tiene conto degli obiettivi europei delle smart cities». Il forzista Alberto Polacco ha ribattuto: «Chi ci rinfaccia di non avere visione ha votato contro l’accordo di programma la settimana scorsa». Il dipiazzista Vincenzo Rescigno ha sottolineato l’attenzione «ai servizi socio-assistenziali, che occupano il 35% del bilancio». Roberto De Gioia (Futura) ha rilevato che «in un bilancio virtuoso mancano risposte all’aumento della disoccupazione e al calo demografico». Maria Teresa Bassa Poropat dei Cittadini ha sintetizzato: «Il centrodestra riduce il bilancio a un elenco di cose fatte, il centrosinistra pretende una visione di sviluppo. Ai tempi di Illy si parlava di aree di competenza e influenza del Comune, sarebbe servita una riflessione». Lodi al dispositivo giungono invece da Salvatore Porro (Fdi) e Fabio Tuiach (Misto), mentre il forzista Bruno Marini chiosa: «Ho rinunciato all’ascensore per Santa Maria Maggiore, ma confido arriverà in una prossima variazione». In apertura l’assessore allo Sport Lorenzo Giorgi ha presentato la delibera sulla gestione delle palestre, misura approvata a maggioranza. Oggi si torna in “aula” per il voto.—G.Tom.

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