Il sindaco Ziberna ha un piano «Museo del vino in borgo Castello»

Un grande museo del vino a Borgo Castello, che possa fungere da punto di riferimento non solo per la città, ma anche per tutto il territorio.
A descrivere la prospettiva, indicandola come uno degli obiettivi (qualcosa in più di un semplice “sogno nel cassetto” insomma) dell’amministrazione comunale per la valorizzazione del borgo ai piedi del maniero, è il sindaco Rodolfo Ziberna, che l’altra sera ha partecipato alla Fondazione Carigo al convegno “Cultura e turismo a Gorizia e dintorni: reti da tessere” promosso dall’associazione “Porte a Nordest” del presidente Maurizio Negro e moderato dal consigliere comunale (e già assessore provinciale) Federico Portelli.
Ziberna ha sottolineato come il Comune abbia puntato, per la valorizzazione turistica della città, da un lato sui luoghi e suoi monumenti, e dall’altro sui grandi eventi in grado di attirare in riva all’Isonzo un numero sempre più rilevante di persone. Sul primo fronte già avviato da tempo è il percorso che porterà ad una abbellimento estetico e un miglioramento funzionale del castello (dall’impianto di risalita alla struttura che sostituirà il teatro Tenda, fino alle nuove tecnologie chiamate a rendere più coinvolgente la visita dei turisti), ma non mancano anche obiettivi a medio termine. Come appunto quello del nuovo museo. «Ci piacerebbe realizzare un museo del vino negli spazi che in passato erano stati utilizzati, ad esempio, dall’amministrazione provinciale – ha detto Ziberna -. Sarebbe un modo per omaggiare degnamente uno degli elementi d’eccellenza del nostro territorio».
Con Ziberna sono intervenuti tra gli altri al convegno anche il direttore marketing di Promoturismo Fvg Bruno Bertero (che ha sottolineato l’importanza di ricostruire e irrobustire le collaborazioni sul territorio, per migliorare promozione e offerta turistica), il presidente della Git di Grado Alessandro Lovato che ha parlato di turismo scolastico e congressuale («Bisogna puntare sul fattore umano, costruire percorsi, offrire esperienze ed emozioni»), il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi, l’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Oreti (con un focus sull’importanza della candidatura congiunta tra Nova Gorica e Gorizia a capitale europea della cultura) e il consigliere regionale Diego Bernardis, una delle “anime” della candidatura del Collio-Brda a patrimonio Unesco.
E proprio di questo ha parlato Bernardis, annunciando che «a giorni sorgerà l’associazione temporanea di scopo per la candidatura». Ha spiegato, poi, che la candidatura del Collio-Brda punterà sull’unicum dei terrazzamenti vitivinicoli tipici del territorio e ricordato che l’ingresso tra i siti Unesco potrebbe portare (come nel caso delle Langhe, ad esempio) un incremento dei turisti del 20% in pochi anni.
Anche per questo approderà in Consiglio regionale a breve il Ddl Unesco, che mira a garantire finanziamenti e interventi su base triennale ai 5 siti già patrimonio Unesco in regione, e a fare ordine tra le candidature in rampa di lancio. —
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