In 200 sfidano la pioggia contro la centrale a gas a Gorizia

Cosolo: «La battaglia non si esaurisce qui». Pantuso: «Ora serve un comitato che verifichi l’attività dell’impianto»
Bumbaca Gorizia 22_12_2019 Sant'Andrea manifestazione Mi Smo Tu contro nuova centrale © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 22_12_2019 Sant'Andrea manifestazione Mi Smo Tu contro nuova centrale © Foto Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. In 200 circa hanno sfidato ieri pioggia, vento e, forse, anche la sensazione che il tanto avversato progetto andrà in porto comunque, per dire una volta di più “no” alla nuova centrale a gas della zona industriale di Sant’Andrea, non lontano dalle case.

È stata nutrita la partecipazione al corteo “Noi siamo qua/Mi smo tu”, promosso da una moltitudine di comitati, associazioni, partiti e liste civiche (sostanzialmente tutta l’opposizione in Consiglio comunale, più realtà esterne all’assemblea civica afferenti all’area di centrosinistra) con in testa il comitato di cittadini “EkoŠtandrež”.

Qualcuno è arrivato anche da oltreconfine per testimoniare la protesta, come i rappresentanti di Goriska.si di Nova Gorica. Già, perché come hanno sottolineato più volte i manifestanti, la protesta riguarda nello specifico Sant’Andrea, ma abbraccia idealmente tutte le altre situazioni simili nel resto della città e del territorio circostante.

«Questo è il senso dello slogan “Noi siamo qua” – ha spiegato Stefano Cosolo, una delle anime dell’iniziativa –: ci siamo e ci saremo in futuro. La battaglia non si esaurisce con questo corteo, e dovrà proseguire anche in Consiglio comunale, magari in sede di Piano regolatore. Per questo è importante la presenza dei partiti».

Il corteo è partito poco dopo le 11 dalla piazza di Sant’Andrea, per raggiungere con il suo carico di striscioni – “Non voglio le centrali”, “I cittadini non si archiviano, si ascoltano”, “No industrie insalubri” – e di cori ritmati al suono dei tamburi il sito dove dovrebbe sorgere la centrale di Metaenergiaproduzione Srl. Qui, sempre in un clima di grande tranquillità, il serpentone di ombrelli e impermeabili fradici ha effettuato una piccola sosta e, come poi anche in seguito negli spazi della parrocchia, concessi per dare ai manifestanti un po’ di riparo dal maltempo, si sono susseguiti gli interventi dei tanti che hanno voluto parlare a megafono e microfono.

«Oggi abbiamo piantato un seme, che germoglierà – ha detto Tonino Pantuso della Casa del popolo –. Dobbiamo pretendere di poter partecipare, serve un comitato che verifichi puntualmente la salubrità e l’attività della centrale». «Questo è solo l’inizio di una battaglia per una città diversa, con ambiente e rispetto dei cittadini al primo posto», ha scandito invece il consigliere del Forum Andrea Picco.

Al corteo ha voluto prendere parte anche il consigliere regionale della Slovenska skupnost Igor Gabrovec: «Esattamente un anno fa ho presentato in Regione un’interrogazione per chiedere la Valutazione di impatto ambientale per questo progetto, che però non è stata accolta – ha ricordato, invitando a ripetere simili proteste in centro città anziché in periferia, e chiedendo un confronto diretto al Comune –. Il timore è che dietro al progetto ci sia l’ennesima speculazione, per la quale pagheranno ambiente e cittadini, ai quali noi siamo vicini». 

 

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