In centinaia a San Giusto per l’ultimo saluto rivolto a Ettore Camber

Un dolore composto, accompagnato da un silenzio quasi totale, in una cattedrale di San Giusto, gremita di persone e attraversata solo dalle lievi note dell’organo che hanno accompagnato gli abbracci ai familiari dello scomparso. Poi il rito funebre celebrato don Andrea Destradi, che ha ricordato i capisaldi attorno ai quali si è articolata la vita di Ettore Camber, 63 anni, molto noto a Trieste, deceduto improvvisamente pochi giorni fa, a Reggio Emilia, città che aveva raggiunto per una trasferta di lavoro, a causa di un infarto: “Famiglia, lavoro, apostolato, amicizia”. Così Trieste ha salutato ieri Ettore Camber, da 12 anni alle dipendenze di Credem banca, istituto nel quale ricopriva anche il ruolo di vice presidente del Fondo pensioni, e componente di una famiglia nota e numerosa, della quale fanno parte fra gli altri l’ex senatore Giulio e il consigliere regionale e comunale Piero.
Sotto le navate della chiesa si sono radunati decine di parenti, amici, conoscenti, colleghi e rappresentanti istituzionali: dal vicepresidente della giunta regionale e assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, al sindaco Roberto Dipiazza. Ettore Camber si è sempre distinto sia per il suo impegno nel sociale, in particolare nel consultorio, nella parrocchia e al Centro diocesano per le Vocazioni di Muggia, dove risiedeva, vivendo tale esperienza con lo slancio di un cristiano autentico, definito da tutti «generoso nel lavoro e verso gli altri, pronto ad ascoltare chiunque ne avesse bisogno».
Una personalità rivolta completamente verso il mondo che lo circondava; ne è stata testimonianza la folla eterogenea che ieri ha voluto tributargli l’ultimo saluto, riempiendo totalmente la cattedrale di San Giusto, in un gesto collettivo di gratitudine e rispetto. “Famiglia, lavoro, apostolato e amicizia – ha ribadito don Destradi – sono state le ragioni di fondo del vissuto del caro Ettore, le parole chiave della sua esistenza, che è stata la grande testimonianza di una incrollabile fede in Dio. Ettore Camber era membro di una famiglia molto numerosa – ha continuato il sacerdote – che, in qualche caso, vista la confidenza che avevo con lui, mi sono permesso di definire scherzosamente una tribù, che lo ha affiancato alla pari dei tanti amici che ha avuto. La morte però – ha precisato il celebrante – lo ha colto in solitudine, lontano da casa, quasi a sottolineare che, quando arriva la chiamata, tutti noi dobbiamo rispondere “Dio, eccomi, sia fatta la tua volontà”. Ettore Camber – ha proseguito – è stato un uomo che tutti ricorderanno anche perché ha sempre manifestato grande umiltà, soprattutto nei confronti di chi aveva aiutato».
Fra i vari impegni della sua vita, quello accanto alle coppie in preparazione del matrimonio, o sposate da poco. «L’amicizia di cui era capace era immediata, istintiva, completa, perché vissuta attraverso la fede – ha ripreso Destradi – intensa quanto l’impegno profuso nel lavoro. Nel suo portafoglio – ha voluto ricordare il celebrante – è stato trovato un bigliettino nel quale c’era scritto “Siamo figli di Dio e lo siamo realmente”. È quindi giusto Ettore - ha concluso - ringraziarti per esserti donato agli altri nel segno della fede». —
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