In pasto ai rapaci i cinghiali travolti dagli automobilisti

Poiane e corvi ospiti fissi del carnaio allestito sul Carso monfalconese in cima al monte Debeli dove si è fatta vedere anche la rarissima aquila di mare
Di Laura Blasich

I tre cinghiali che alcuni giorni fa sono stati uccisi da un'automobile lungo la Mainizza, che avevano invaso all’imprivviso provocando un incidente per fortuna senza gravi conseguenze, sono già andati a rimpolpare il punto di alimentazione per rapaci creato sul Monte Debeli dal Comune di Monfalcone assieme al Centro visite di Pietrarossa.

«Le carcasse sono state portate dal personale della Provincia di Gorizia - conferma Ignazio Zanutto, dell'associazione Accipiter che sta gestendo la struttura per conto del Comune di Monfalcone -. La collaborazione c'è, però, anche con la Provincia di Trieste e il Corpo forestale di Monfalcone e Duino. Le carcasse vanno sempre ad alimentare i rapaci, ma anche i piccoli predatori terrestri».

Ospiti stabili della "mensa" allestita sulla pietraia del Debeli sono poiane e corvi imperiali. La sua presenza ha anzi indotto un paio di coppie di corvi imperiali a nidificare nella zona sul totale di quattro di cui è stata accertata la nidificazione sul Carso isontino.

Il punto di alimentazione ha avuto lo scorso anno un ospite ancora più eccezionale, com'è un'aquila di mare. «I grifoni, invece, hanno sorvolato a lungo e più volte il carnaio - afferma Zanutto -, ma alla fine non sono mai scesi a terra».

Il primo atto dell'Accipiter, lo scorso anno, quando ottenne la gestione provvisoria del Centro visite – in scsadenza a fine mse –, fu proprio quello di ripristinare il punto di alimentazione, dopo averlo attivato nel corso della sua prima gestione nerl periodo dal 2002 al 2004, in collaborazione con il Corpo forestale e la Provincia.

I risultati si sono visti subito con fino a 30 corvi imperiali banchettare assieme e la visita appunto di una rarissima aquila di mare.

L'associazione, nell'arco di meno di due anni, ha creato anche un’area pascolata, oggetto di recenti interventi di restauro ambientale, che comprende una quindicina di ettari di landa carsica, griza, prato umido e uno stagno. L'auspicio è che i vincitori della gara d'appalto e quindi i nuovi gestori della struttura e dell'area circostante per i prossimi tre anni proseguano il lavoro fin qui svolto.

Ad aggiudicarsi la gara indetta dal Comune è stato il raggruppamento temporaneo d'imprese da formare tra La Sorgente Cooperativa sociale Onlus (capogruppo) di Rive D’Arcano e il Centro sociale e lavorativo società cooperativa sociale (mandante) di San Daniele del Friuli.

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