In piazza contro il dramma amianto
In occasione della giornata mondiale dedicata alla sicurezza sul lavoro e alle vittime dell’amianto che si celebrerà domani i firmatari del Protocollo “Liberi dall’amianto” scendono nelle principali piazze di 14 città italiane che, più di altre, hanno vissuto e vivono i drammi legati all’esposizione, all’utilizzo e allo smaltimento dell’amianto e che registrano un alto numero di vittime. E ci sarà anche la piazza di Monfalcone, che ha pagato un tributo altissinmo in termini di vite umane all’impiego dell’amianto soprattutto nei cantieri navali di Panzano, tra quelle in cui si svolgeranno iniziative di sensibilizzazione, oltre a quelle di Casale Monferrato, Broni, La Spezia, Ravenna, Ferrara, Padova, Matera, Pisa, Civitavecchia, Bari, Taranto, Nuoro e Siracusa.
Con il protocollo “Liberi dall’amianto” per la prima volta, le associazioni delle vittime dell’amianto e i maggiori sindacati si sono alleati per promuovere l’informazione e la sensibilizzazione sui rischi da amianto e a sostegno della ricerca per la prevenzione e la cura delle malattie asbesto-correlate. Dalle statistiche Inail emerge chiaramente che quello delle patologie da asbesto è un fenomeno in crescita tendenziale: il dato 2011 fa registrare infatti un aumento del 18% nell’ultimo quinquennio (erano circa 1.900 nel 2006) e di ben il 50% nell’ultimo decennio (erano 1.500 circa nel 2001).
Ma il peggio - ricorda l’Inail - purtroppo deve ancora venire: sulla base di stime elaborate da esperti, il picco di manifestazione della malattia è previsto intorno al 2025: in tale anno si può stimare un numero di almeno 3.500 casi di manifestazione di malattie correlate all’asbesto con una crescita di circa l’85% rispetto all’anno base 2006 e del 56% rispetto ad oggi. La quasi totalità dei lavoratori che hanno contratto una malattie da asbesto è di sesso maschile: il 96% di quelli affetti da asbestosi e il 94% di quelli colpiti da neoplasie. Le malattie neoplastiche da asbesto si concentrano per oltre il 70% nelle regioni settentrionali del Paese e in particolare nel Nord-Ovest (46% del totale) e nel Nord-Est (25%); diffusioni più limitate si registrano al Sud (17%) e nelle Regioni del Centro Italia (12%).
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