Incisivi spaccati con un pugno, pena di 3 anni

Uscito al mattino presto con i due cani era stato colpito dal vicino di casa a Ronchi. Danni permanenti alla masticazione



Non erano solo i quattro incisivi superiori perduti, di mezzo c’è anche l’indebolimento permanente dell’apparato masticatorio. Sulla base pertanto delle lesioni e delle conseguenze subite dal monfalconese Valdino Valenti, residente a Ronchi dei Legionari, il vicino di casa Giancarlo Pausic, è stato condannato a una pena di tre anni. Lesioni, dunque, aggravate da un danno permanente. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Gorizia, Fabrizia De Vincenzi. Il pubblico ministero aveva richiesto una pena di 3 anni e 6 mesi. Il reato di lesioni aggravate prevede la reclusione da 3 fino a 7 anni. Il monfalconese non s’è costituito parte civile nel procedimento, né aveva presentato denuncia. L’indagine s’era sviluppata d’ufficio, in virtù dell’aggravante dell’indebolimento permanente dell’apparato masticatorio dell’uomo. Vicenda particolare quella accaduta il 30 gennaio 2017. Valenti era uscito di casa alle 6.40 del mattino con i suoi due cani affinché espletassero le loro funzioni fisiologiche, prima di rientrare a lasciare le bestiole e recarsi al lavoro. Durante la passeggiata aveva incontrato il vicino di casa, all’epoca sottoposto agli arresti domiciliari con l’autorizzazione ad assentarsi per motivi lavorativi. Pausic, ha raccontato il monfalconese chiamato a testimoniare in dibattimento, l’aveva avvicinato: «Ricordo che mi aveva affiancato nel cammino iniziando a minacciarmi. Prima di lasciarmi, all’improvviso mi aveva sferrato un pungo al volto. Gli avevo detto che mi aveva rotto i denti, ma lui s’era girato e se n’era andato». Pausic quella mattina indossava i guanti, oltre ad un berretto, addosso un giubbetto. Sanguinante e dolorante, Valenti era tornato a casa e aveva chiamato le forze dell’ordine. I carabinieri avevano eseguito una serie di verifiche senza però raccogliere elementi utili. L’unica certezza era il fatto che il monfalconese era senza gli incisivi superiori.

I militari s’erano presentati all’abitazione di Pausic, trovandolo vestito e senza scarpe, in procinto di andare al lavoro. I carabinieri, come dichiarato a processo, non avevano inoltre guardato se avesse segni di colluttazione, ma nulla. I quattro incisivi non erano stati trovati. Il monfalconese, sempre a processo, ha affermato che era andato a cercarli su consiglio dei carabinieri e non aveva trovato alcunché. «Forse li avevo anche mangiati, del resto non ero lucido in quel momento», ha aggiunto Valenti in aula. Il legale difensore d’ufficio, avvocato Sascha Kristancic, aveva chiesto il non doversi procedere per difetto di querela, poiché la persona offesa non aveva presentato denuncia, e ritenendo che il fatto non fosse stato provato, né che comunque sussistesse l’aggravante della lesione permanente dell’apparato masticatorio, come invece sostenuto dalla Procura ed evidentemente anche dal Tribunale. «In passato - ha affermato il legale -, Valenti era stato più volte minacciato e non ha mai presentato denuncia, così come per le lesioni subite, né s’è costituito parte civile al processo. L’imputato all’epoca era agli arresti domiciliari per altra causa, tuttavia il reato di evasione non gli è stato mai contestato».—



Riproduzione riservata © Il Piccolo