Infermiere di comunità Tre ambulatori in città

Montesanto è, indiscutibilmente, uno dei quartieri più “vecchi”, nel senso che la popolazione anziana è preminente. Ed è anche quello anche in cui manca un’adeguata presenza di strutture assistenziali.
La cattiva notizia? Il progetto di realizzazione della parafarmacia in quel rione è finito in stand-by. Non che non si faccia («Stiamo valutando», spiegano all’unisono gli assessori comunali Silvana Romano e Dario Obizzi) ma non è, al momento, una priorità. Anche perché in ballo, e questa è la notizia positiva, c’è la realizzazione, sempre in quel quartiere, di un ambulatorio dell’infermiere di comunità. «E sarebbe il terzo sul territorio comunale - fa sapere Silvana Romano -. Ci stiamo impegnando assieme all’Azienda sanitaria affinché il progetto vada in porto. Siamo consapevoli che la zona Nord, che conta da sola 6.105 residenti, ha bisogno di un presidio di questo tipo vista anche l’alta concentrazione di popolazione anziana».
Il primo ambulatorio dell’infermiere di comunità è già aperto da alcuni mesi al Centro anziani “Sinigaglia” di via Faidutti. E il responso, come ha certificato recentemente lo stesso assessore comunale al Welfare Silvana Romano, è stato subito molto positivo. Il secondo ambulatorio sta per aprire («L’inaugurazione è imminente», fa sapere Andrea Duca) nella sede della Croce Verde di via Crispi. Siamo ormai ai dettagli e, molto presto, il servizio sarà operativo e destinato a tutta la residenza del centro cittadino. Il terzo presidio, come detto, sorgerà in quel di Montesanto e fornirà una risposta alla domanda di assistenza dei residenti.
La sanità territoriale, dunque, sta conoscendo il potenziamento da tutti auspicato. Perché l’ospedale deve occuparsi soltanto dei casi acuti e complessi. Un professionista competente e preparato, infatti, sta diventando un riferimento importante sul territorio per i cittadini che ne hanno bisogno. È questo l’identikit dell’infermiere di comunità che ha fatto finalmente la sua comparsa anche in città.
L’infermiere di comunità è e sarà vicino ai cittadini nei momenti di fragilità e favorirà i suoi rapporti con i diversi attori della rete socio-sanitaria. Va ricordato che il progetto “Infermiere di comunità” rientra fra le attività previste dall’Azienda sanitaria nell’ottica di avviare una nuova modalità di risposta assistenziale mirata soprattutto alla necessità di restituire ai cittadini la capacità di governare la propria condizione di salute e a promuovere l’integrazione tra il sistema sanitario e il sociale al fine di garantire la continuità assistenziale. «In sostanza – chiude l’assessore Romano-, con quest’iniziativa i servizi socio-sanitari si avvicinano ai cittadini, andando loro incontro sul territorio e aiutandoli a gestire con maggior consapevolezza e autonomia i problemi legati alla loro salute».
Tornando alla parafarmacia, il progetto non è stato stracciato, bensì soltanto rimandato. E dire che il progetto aveva, per Montesanto-Piazzutta, un’ambizione più elevata ed in linea con la “responsabilità sociale d’impresa” che contraddistingue le farmacie comunali ovvero l’istituzionalizzazione di un vero e proprio presidio socio-sanitario in un quartiere ora privo di tali servizi. —
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