L’Inps inaugura a Monfalcone il primo Centro medico legale interprovinciale

Pur restando attivi i centri medico legali provinciali, gli utenti saranno indirizzati alla sede più vicina indipendentemente dalla provincia di appartenenza

(fotoservizio Katia Bonaventura)
(fotoservizio Katia Bonaventura)

Taglio al nastro affollato, le innumerevoli autorità istituzionali hanno testimoniato la portata rivoluzionaria del nuovo Centro medico legale interprovinciale, unico in Italia nell’attuazione della riforma in ordine alla disabilità (d.lgs 62/2024) che accredita all’Inps la piena titolarità dell’accertamento sanitario.

È all’interno di questo quadro, attraverso la “rete” con i Comuni, che Monfalcone ha assunto il ruolo di apripista della riforma.

Nella sede di via Valenntinis 1/a, l’Inps è diventata epicentro strategico regionale, destinato a servire, nell’ottica di prossimità all’utenza, i territori di Trieste, Gorizia e Udine. Il Centro è un ulteriore passo avanti dell’Inps verso un modello di servizio inclusivo, protattivo, accessibile. Si avvarrà anche di un mediatore culturale, messo a disposizione dalla Consulta disabili regionale.

«Questo Centro medico legale interprovinciale, a costo zero, rappresenta un servizio aggiuntivo per venire incontro alle nostre comunità e soprattutto alle persone più fragili», ha esordito il direttore regionale dell’Inps, Marco Sabbata. Il prefetto di Gorizia, Ester Fedullo, ha parlato di «un esempio virtuoso» a carattere nazionale, facendo riferimento alla capacità proattiva dell’Istituto, nel promuovere sistemi organizzativi sempre più efficaci. Al passo anche quanto a tecnologia avanzata. Con il direttore generale Inps, Valeria Vittemberga, a porre l’accento sull’importanza ed il bisogno del radicamento territoriale, anche per i Centri più «difficili».

E questo «lo facciamo con le nostre persone dipendenti e con l’innovazione tecnologica, in sinergia assieme alle istituzioni locali». Ha sintetizzato in tre motivi la nascita del Centro interprovinciale: «Rientra nello spirito della riforma sulla disabilità, che non vede al centro la malattia, ma la persona e questa sede a Monfalcone, che costituisce il crocevia tra province diverse, per noi è molto significativo permettendo loro la facilità nel raggiungimento».

Quindi l’efficienza: «Non è semplice reperire medici sul territorio – ha aggiunto – ed il principio di fondo è la sussidiarietà, affinché i medici delle province collaborino tra di loro». Infine, l’alleanza, nell’attenzione in particolare ai «più fragili dei più fragili» e alla vicinanza senza discriminazione di sorta, perché «nessuno verrà lasciato indietro».

L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rilevato su tutto: «Questa è una riposta importante rispetto al fenomeno, in aumento, legato alla cronicità delle persone più fragili», parlando dell’esigenza di una riscontro pubblico sempre più rapido e soprattutto adeguato e appropriato. Ha poi sottolineato la «necessità di fare sistema con i servizi primari», non sottacendo «eventi di tensione», a proposito di aggressioni nelle sedi sanitarie. «Il Centro interprovinciale è un vero e proprio esempio», ha concluso.

L’onorevole Anna Maria Cisint ha rimarcato il ruolo di Monfalcone che «oggi diventa un modello in Italia” definendo il nuovo Centro «laboratorio» di prossimità per chi ha bisogno, sottolineando l’importanza di «fare squadra tra le istituzioni».

Il direttore provinciale Inps, Stefano Rigotti, ha espresso tre concetti di base: inclusione, solidarietà e legalità. Il sindaco Luca Fasan si è soffermato sull’eccellenza del Centro interprovinciale, punta di diamante a Monfalcone, città che esprime innumerevoli opportunità. Taglio del nastro, dunque, la benedizione affidata a don Paolo Zuttion.—

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