Italia Nostra e ambientalisti contro il progetto di Riviera Nord
Cubatura raddoppiata nei fatti e uno spazio verde ad uso e consumo del villaggio turistico: perplessità e dubbi danno voce alla parte più “green” del territorio regionale – ma non solo – in merito alla proposta edificatoria di Riviera Nord, l’area che conta 106 ettari di pineta lignanese salvaguardata come Sito di importanza comunitaria e disciplinata, quindi, da stringenti vincoli per la tutela ambientale. Presentato in un incontro pubblico in Terrazza a mare, lo studio di fattibilità della Pineta mare Lignano, la società proprietaria formata da imprenditori friulani e veneti, mira a realizzare un giardino botanico litoraneo e un villaggio turistico da 4 mila posti letto per un totale di 480 mila presenza a stagione. «Il traguardo della creazione di una vasta proprietà pubblica è l’unica premessa per la giusta conservazione del sito, ma ciò non è stato contemplato: solo questa sarebbe una contropartita seria e adeguata al caso. Inoltre, ci aspettiamo una seconda proposta che minimizzi la superficie di territorio utilizzata: le cosiddette case mobili allestite (bungalow) avranno analoga cubatura rispetto alla struttura ricettiva in cemento che ammonta a 70 mila metri cubi (sarebbero circa 140 mila in totale, quindi), ma occuperanno una porzione di terreno ancora maggiore» ha detto Gabriele Cragnolini, presidente di Italia Nostra, intervenuto al tavolo di lavoro dedicato all’ambiente, organizzato e coordinato da Edoardo Croci dell’Università Bocconi di Milano per conto della società proprietaria. Inoltre, ha aggiunto il naturalista Giosuè Cuccurullo, «la parte adibita a giardino dovrebbe essere totalmente svincolata rispetto al villaggio turistico, e non essere posto a suo esclusivo uso e consumo con visite guidate organizzate. Bisognerebbe creare una vera e propria riserva naturale e la proprietà dovrebbe passare a un ente pubblico come il Comune di Lignano Sabbiadoro o la Regione». Per Carlo Chiopris di Legambiente «i metri cubi concessi alla società dovrebbero essere trasferiti altrove, Riviera Nord non si tocca: il futuro del turismo passa attraverso il pregio ambientale. L’area va valorizzata e resa fruibile alla popolazione migliorandone la funzionalità attraverso l’allestimento di aree di sosta, per esempio». In più, «sappiamo che interventi in habitat prioritari sono impossibili da proporre a meno che non sussistano ragioni di pubblica utilità e assoluta indisponibilità di altre soluzioni: pertanto, l’edificazione non vale di certo per un villaggio turistico. Non si possono barattare habitat della levatura delle dune fossili con l’isola Pingherli che dal punto di vista ambientale non ha alcuna valenza» ha concluso Manuela D’Avanzo del Wwf. —
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