La “casa degli orrori” Contessa Beretta verso la riapertura

Il sindaco di Farra: «Tante manifestazioni d’interesse: La struttura avrà sicuramente finalità sociali»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 05.10.2015 Farra Casa riposo Beretta Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 05.10.2015 Farra Casa riposo Beretta Fotografia di Pierluigi Bumbaca

FARRA. «La “Contessa Beretta”? Non rimarrà chiusa a lungo. Non vogliamo diventi una struttura inutilizzata perché il disuso porta al degrado. Alcune realtà, cooperative e quant’altro, ci hanno già contattato manifestando interesse per la casa albergo. Stiamo valutando».

La quiete dopo la tempesta. Il Comune di Farra d’Isonzo è intenzionato a dare un futuro alla struttura che si era guadagnata (purtroppo) la ribalta della cronaca a causa dei presunti maltrattamenti ai danni degli anziani ospiti. Successivamente, la cooperativa Ambra (che gestiva la casa albergo per conto del Comune) aveva deciso di interrompere il servizio, stracciando la convenzione prima della sua naturale scadenza (il 2017). Da lì, era iniziata tutta una trattativa per cercare di arrivare a un accordo, a una transazione.

Le trattative

con Ambra

«Come stanno le cose oggi? Intanto, riguardo alle indagini sui presunti maltrattamenti non abbiamo più avuto notizie - spiega il sindaco di Farra d’Isonzo, Alessandro Fabbro -. Gli unici aggiornamenti sul caso sono quelli comparsi sulla stampa».

«In questi giorni, invece, stiamo definendo con Ambra un accordo transattivo. Ai vertici della coop abbiamo chiesto il pagamento dell’affitto fino al termine della convenzione. Inoltre, resta aperta la partita dei lavori: l’intesa, infatti, prevedeva l’attuazione di alcune manutenzioni che non sono state effettuate da parte della cooperativa. La cosa più importante è che, grazie a questo accordo, non ci saranno ripercussioni per il bilancio del Comune di Farra d’Isonzo. Non andremo a perdere nemmeno un centesimo», aggiunge il primo cittadino.

Il futuro

della struttura

La “Contessa Beretta”, comunque, non rimarrà chiusa. L’unico punto interrogativo è legato alle modalità del suo riutilizzo: continuerà ad essere una casa albergo? «Vogliamo utilizzare quella struttura per finalità sociali. Non so se sarà una casa di riposo o qualcosa di diverso ma ci stiamo ragionando. Ci piacerebbe che la “Contessa Beretta” potesse essere anche utilizzata a livello di ambito. Comunque, ci sono parecchi soggetti che hanno manifestato il proprio interesse e si sono fatti avanti per dare un futuro alla casa albergo. Faremo una serena valutazione». Potrebbe anche essere che da casa albergo la “Contessa Beretta” si trasformi in qualcos’altro.

Il destino

dei cinque ospiti

Ma qual era stato il destino dei cinque ospiti che erano rimasti? «Hanno trovato agevolmente una soluzione alternativa. L’avevo detto che non ci sarebbero stati problemi», spiegò qualche tempo fa lo stesso sindaco di Farra d’Isonzo.

Alessandro Fabbro ribadì, in quell’occasione, concetti a lui cari: «L’amministrazione comunale è proprietaria dell’edificio e stop - disse allora -. La gestione venne affidata, a suo tempo, alla cooperativa Ambra di Reggio Emilia: quella stessa coop che poi ha manifestato l’intenzione di abbandonare tutto a marzo, cosa che effettivamente si è concretizzata».

«Ma il Comune - aggiunse Alessandro Fabbro - non è responsabile della situazione che si è venuta a creare. Ovvero: umanamente, mi dispiace per il disagio arrecato ai cinque ospiti che hanno visto chiudere la casa albergo ma non deve essere imputato nulla al nostro Comune».

Non resta che attendere le prossime mosse dell’amministrazione comunale per capire con certezza quale potrà essere il futuro della “Contessa Beretta”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo