La casa di riposo accoglie nuovi ospiti Sono 52 i letti vuoti

La Chiabà fa i conti con meno assistiti e più spese Congelate le rette, ci sarà l’ingresso di sei anziani alla volta 



SAN GIORGIO DI NOGARO

A un anno dal blocco imposto dalla pandemia la casa di riposo Asp “Giovanni Chiabà” di San Giorgio di Nogaro riapre all’ingresso di nuovi ospiti. Un “ripopolamento” graduale, con l’accoglimento di sei nuovi utenti alla volta, seguendo il “Protocollo per la gestione di nuovi ingressi di persone anziane in struttura” predisposto dalla stessa Asp in accordo con l’Azienda sanitaria Asufc, il Dipartimento di prevenzione e il Distretto sanitario di Latisana. Le modalità di accesso, previste per garantire la sicurezza degli ospiti e degli operatori della struttura, prevedono il tampone obbligatorio prima dell’ingresso e la quarantena in camera singola.

Con questi nuovi inserimenti la casa di riposo punta a ritornare al numero di presenze pre Covid, quanto i posti letto disponibili erano 151 (praticamente tutti occupati), con una lista di attesa di un centinaio di richieste. Mai come in questo 2021, infatti, la “Giovanni Chiabà” ha avuto un numero così basso di anziani ospitati nella struttura: 99 quelli attuali, a fronte di spese vive che invece rimangono le stesse.

Il consiglio di amministrazione presieduto da Ivan Franco ha ritenuto «strategico dare avvio alla programmazione degli ingressi di nuovi utenti, secondo le modalità previste dal protocollo, al fine di soddisfare le esigenze delle tante persone in attesa e dare risposte al territorio, considerando che la “Chiabà” non ha in carico casi di positività al Covid».

Nella relazione inerente il bilancio di previsione «si auspica che le vaccinazioni e la raggiunta immunità, degli ospiti come degli operatori, «possa permettere una occupazione piena dei posti letto con la primavera 2021. Naturalmente - affermano i vertici della struttura - non è possibile prevedere se la lista di attesa avrà la capienza necessaria per soddisfare la copertura dei posti letto. La paura del contagio, infatti, ha portato molte famiglie a individuare soluzioni alternative alla struttura protetta».

La casa di riposo “Chiabà”, nel corso della prima ondata pandemica, nel 2020, aveva registrato 16 ospiti positivi al Covid posti in quarantena nel reparto isolato realizzato all’interno della struttura: nove di loro erano purtroppo deceduti.

Il Cda della casa di riposo ha intanto approvato il bilancio di previsione 2021, l’ultimo essendo in scadenza di mandato il 4 aprile, che prevede entrate per 4.792.460 euro e costi per 4.770.016 euro, mantenendo invariate le rette rispetto al 2020. Nell’occasione, sempre ipotizzando un miglioramento della situazione pandemica, si è parlato anche della possibile riapertura, da luglio, del Centro Diurno, ma non a pieno regime: solo 3 persone per il comparto autosufficienti e 8 per i non autosufficienti. —



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