La Colombin ripesca la “cassa” ed evita il ricorso ai part time

Una novità legislativa consente alla storica azienda di tappi di usufruire della Cigs Scongiurato il taglio delle ore a 22 addetti. Negoziato con le banche in arrivo
Lasorte Trieste 27/04/16 - Via dei Cosulich, Colombin, Laboratorio, Tappi di Sughero
Lasorte Trieste 27/04/16 - Via dei Cosulich, Colombin, Laboratorio, Tappi di Sughero



Un fine d’anno durante il quale i lavoratori della Colombin avranno ragione di stappare. Senza eccedere. Trattandosi di una storica produttrice di tappi, la materia prima non mancherà. Infatti, ad attenuare il pesante clima che s’andava instaurando tra le maestranze causa l’annunciato ricorso al part time legato al piano di risanamento aziendale, è intervenuta una novità di provenienza governativa, una volta tanto gradita.

Parola allora all’articolo 22 bis del decreto legge 119/2018 “disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria”: l’accesso alla Cassa integrazione straordinaria (Cigs) è consentito per un periodo di 12 mesi anche alle aziende con meno di 100 dipendenti. Dunque, la Colombin, che di dipendenti ne ha 88, riusciva a rientrare nella liberatoria fattispecie. Prima dell’innovazione legislativa, la Cigs era applicabile alle imprese che avessero oltre 100 addetti.

La pratica è stata seguita dall’assessorato al Lavoro della Regione Fvg, in particolare dalla p.o. Luca Antonicelli, cosicchè martedì 20 novembre azienda e sindacati hanno potuto sottoscrivere un accordo in sede ministeriale. Così l’altro giorno, quando era lunedì 26, è scattata la prima giornata di Cigs. I dipendenti erano stati in precedenza avvertiti del colpo di scena, che certo non annulla i 22 esuberi dichiarati dalla proprietà , ma ne rende più potabile il governo, evitando il part-time che sembrava la strada obbligata nell’impossibilità di attivare ammortizzatori sociali. I lavoratori - ha detto Massimo Marega, segretario di Fillea Cgil che ha annunciato il cambio di rotta - hanno chiesto una gestione equilibrata della Cigs, in modo tale che non vi siano dipendenti troppo gravati dal taglio di ore e di paga.

A questo punto, mediante coinvolgimento della Regione, partiranno percorsi di formazione, che avranno l’obiettivo di riqualificare la manodopera, rendendola - spiega il vicepresidente della Colombin Joram Bassan - più flessibile, in grado di rispondere alle esigenze di un mercato dal veloce mutamento. Il piano industriale, che a brebe sarà presentato alle organizzazioni sindacali, avrà una durata di 5 anni, ma l’azienda conta di raggiungere la piena ripresa già nel 2020. La Cigs non risolve le questioni produttive e commerciali, ma concorrerà a mitigare le tensioni sociali intra-aziendali. Bassan ha annunciato che il new deal Colombin, dopo l’uscita di scena di Paolo Ballarin, muoverà su quattro direzioni: il miglioramento della materia prima e quindi della qualità del prodotto finale, la verifica dell’attività di laboratorio, il rilancio commerciale e promozionale (ricordiamo che nella primavera 2017 Bruno Pizzul era stato testimonial di una campagna pubblicitaria), il risanamento finanziario.

Su quest’ultimo tema Bassan si è dichiarato fiducioso che il negoziato possa definirsi entro la fine dell’anno. Una trattativa lunga, condotta con sette istituti, uno dei quali è la bad bank della Popolare vicentina. Una vecchia storia, che risale a una decina d’anni fa e che riguarda il finanziamento di un’operazione svoltasi in Spagna con scarso successo.

Dopo la scomparsa di Bruno Colombin e l’arrivo del nuovo proprietario Rahhal Boulgoute, la storica azienda ha molto faticato a trovare la strada maestra. Ancora tre anni fa l’organico superava i 120 addetti e oggi si è ridotto di un quarto. —



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