La Confcooperative si allea con il Porto «Grandi opportunità»
Fare sistema, a livello nazionale, fra le cooperative che operano nei porti italiani. Questo l’obiettivo della Confcooperative, organizzazione fondata esattamente un secolo fa e che raggruppa al suo interno centinaia di cooperative dei vari settori produttivi, che ieri ha tenuto a Trieste un incontro intitolato “Le imprese cooperative nei porti per lo sviluppo dei territori”. «L’imprenditorialità nelle cooperative italiane è viva – ha detto Massimo Stronati, presidente della Confcooperative lavoro e servizi – perciò pensare a un progetto nazionale, nel quale la nostra associazione aiuti e coordini le attività nei vari scali del Paese, ci sembra possa essere un’idea valida in questo momento storico. Pensiamo a contatti diretti fra le nostre cooperative per collaborare sempre meglio con le istituzioni e le Autorità portuali».
«Legando assieme tutte queste realtà – ha precisato Stronati – si potrà finalmente puntare all’innovazione, elemento indispensabile». Facendo poi capo al discorso fatto da Zeno d’Agostino, presidente dell’Autorità di sistema portuale, che ha parlato nel corso dei lavori di un porto di Trieste «in costante crescita, non solo come volume di traffici, ma anche come qualità e stabilità del lavoro», Stronati ha sostenuto che «la Confcooperative può stringere con lo scalo di Trieste una collaborazione molto proficua».
«Le realtà di questa città – ha sottolineato Stronati – mi sembra siano estremamente attente e attive nei confronti di tutte le idee che possono portare a una crescita perciò immagino e auspico fra noi contatti sempre più frequenti e positivi». D’Agostino ha spiegato che «anche nell’ambito delle cooperative che operano nel porto di Trieste il lavoro è migliorato sotto tutti i profili. Per continuare a crescere servono certezze e ritengo che sia il settore pubblico che le debba garantire».
Il sindaco, Roberto Dipiazza, ha parlato di «numeri notevoli che sta facendo il nostro porto, perciò è su questa realtà che dobbiamo puntare». —
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