«La disponibilità dei sacerdoti è ricambiata La gente cerca conforto spirituale e valori»

Il vicario episcopale per la Cultura Ettore Malnati: «Sta tornando la riconoscenza nei confronti degli impegni religiosi» 

IL COlloquio

«Dietro l’offerta c’è una disponibilità dei presbiteri, un delicato lavoro, un’opportunità di vicinanza, di ascolto e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno». Don Ettore Malnati, vicario episcopale della Diocesi, avverte «una ripresa della partecipazione dei cittadini ai momenti di preghiera e di solidarietà. All’interno delle parrocchie cresce una dimensione di responsabilità nei confronti degli impegni religiosi. Si ritorna ad essere “cristiani pensosi”». Dunque la vicinanza della Chiesa alle necessità spirituali, ma anche materiali quando è necessario, il certosino lavoro di tanti parroci che diventano il vero riferimento di una comunità sempre più povera di certezze, viene in molti casi ripagato non solo con la partecipazione alla vita della parrocchia, ai momenti di preghiera, ma anche attraverso un sostegno economico, seppur magari piccolo.

Le offerte sono un gesto tanto semplice quanto importante per la gestione delle parrocchie e il sostegno di servizi pastorali e delle missioni.

È possibile dare un proprio contributo nel momento della raccolta delle offerte durante la celebrazione della Messa, o attraverso le cassettine delle candele o le urne destinate ad altri progetti. È possibile contribuire anche con le elargizioni, con dei bonifici al conto corrente delle singole parrocchie a sostegno anche di singoli progetti come l’attività dedicata ai più giovani, agli anziani o a chi attraversa momenti di difficoltà.

«L’offerta spesso è il risultato di un’opportunità di vicinanza – continua Malnati –. La disponibilità viene ricambiata con attenzione e gratitudine. Il lavoro capillare della comunità parrocchiale sul territorio provinciale è fatto di attenzione agli aspetti sociali e alla povertà, cercando di dare speranza a chi la sta perdendo».

Una borsa della spesa donata da un parroco a una famiglia in difficoltà, quella possibilità di mettere in tavola un pasto, di sfamare i propri figli, è l’aiuto forse più concreto che si possa dare. E le parrocchie ne mettono a disposizione a decine, settimanalmente. «La gente percepisce quell’aiuto, la comunità si accorge di quei gesti rivolti non solo ai migranti ma a chiunque abbia necessità», evidenzia Malnati. Accanto all’aiuto concreto fatto di cibo e abiti c'è «l'impegno ad essere aggregativi – spiega il vicario – creando opportunità per i giovani e gli anziani. Un’attività che dà speranza e la gente se ne accorge e viene incontro». E poi c’è l'ascolto, il supporto spirituale. «Dove c'è un presbitero che ascolta, – conclude Malnati – c’è una vicinanza della comunità: la gente necessità di un conforto spirituale. La lealtà e la trasparenza dei valori della Chiesa e dei singoli parroci viene ricompensata». —

L.T.

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