La disputa sul confine è costata ai pescatori multe per 1,5 milioni

Sanzioni incrociate a sloveni e croati nel golfo di Pirano Sono in tutto oltre duemila in due anni, ma nessuno le paga

Umago. Oltre 2200 multe per un totale di circa un milione e mezzo di euro. È questo, per i pescatori del golfo di Pirano, il risultato dello stallo sulla sentenza della Corte d’arbitrato internazionale che assegna i due terzi del bacino marittimo alla Slovenia: un verdetto giunto dopo un lunghissimo contenzioso, e che però Zagabria non ha mai accettato. Nel mezzo della disputa sono venuti a trovarsi i pescatori dei due versanti del golfo, quelli croati e quelli sloveni, per i quali quello specchio di mare è la fonte di sostentamento. Così, da due anni in qua - da quando cioè secondo Lubiana sarebbe entrata in vigore la nuova linea di demarcazione del golfo - ai pescatori croati che secondo la polizia slovena “sconfinano” sono arrivate circa duemila multe del valore totale di oltre un milione di euro per aver continuato a pescare fino alla linea mediana del golfo, come prima della sentenza. Il record è andato ai coniugi Franca e Diego Makovac di Salvore: 400 multe per un totale di 200.000 euro. Multe inoltrate alla stazione di polizia, come suggerito a suo tempo da Zagabria, e mai pagate.

Ma anche la polizia croata ha multato a sua volta i pescatori sloveni che si spingono oltre la linea mediana del golfo: qui le trasgressioni contestate sono state finora 273, con sanzioni per mezzo milione di euro. Neanche queste pagate. E le multe - sostiene l’eurodeputato croato Valter Flego - continuano a fioccare anche dopo che l’Avvocato generale Priit Pikamae ha deciso di proporre alla Corte europea di Giustizia di proclamarsi non competente in merito al contenzioso confinario tra Lubiana e Croazia.

Intanto i pescatori di Salvore e Umago continuano a spingersi fino alla linea mediana del Golfo di Pirano, considerata il confine naturale e logico. «Purtroppo - ha detto alla stampa il pescatore salvorino Danilo Latin – i più penalizzati dalla situazione siamo proprio noi. Non è per nulla piacevole spingerci fino a metà golfo scortati dalla polizia croata, poiché appena varchiamo la linea di un terzo del bacino appaiono la polizia del mare e l’ispettore sloveno che ci fotograno e ammoniscono per aver oltrepassato quello che ritengono il confine. E poi ci spediscono le multe a domicilio». —

P.R.

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