La fame di spazi per i giovani e il mancato utilizzo del Gozzi

L’affondo della dem Famulari:. «Perchè la giunta non usa  quell’immobile ristrutturato solo pochi anni fa?»

Uno spazio in grado di accogliere un futuro centro di aggregazione giovanile? Secondo il Pd esiste già. Si trova al civico 7 di via Gozzi, quindi poco distante dal centro diurno di via Udine. Si tratta di una struttura di recente restaurata e tuttavia inutilizzata «a causa di un preciso indirizzo politico dell’attuale giunta». L’affondo arriva dalla segretaria provinciale Pd Laura Famulari, che nella precedente amministrazione comunale ha presieduto l’assessorato alle Politiche sociali ora di Carlo Grilli. I lavori sull’immobile in questione sono stati realizzati ancora una volta dalla Fondazione CRTrieste, proprio su sollecitazione dell’allora assessore Famulari.

«Accoglienza e solidarietà sono le parole chiave di questo progetto, che la Fondazione è lieta di regalare alla città», dichiarava all’epoca Lucio Delcaro, nel cda della cassaforte cittadina, durante una visita ai cantieri. Era dicembre del 2015.

Spiega adesso Famulari: «I lavori sono stati completati, tutto era pronto, stava per partire il bando di gara. Non appena si è insediata la nuova giunta, però, non ne ha più voluto sapere. Eppure la necessità c’era: la Fondazione ha acconsentito a crearlo perché credeva nella bontà del progetto. C’era inoltre la volontà di offrire uno spazio dedicato ai giovani, all’interno di quello stesso immobile. Al piano di sopra c’è infatti uno spazio che sarebbe perfetto per quello scopo».

Stando al progetto originario, l’edificio di via Gozzi al pianterreno avrebbe dovuto ospitare una zona notte (della capienza di venti persone) dotata anche di bagni, locali di servizio e spogliatoi. A ciò si aggiunge un ulteriore livello, restaurato appositamente per accogliere il servizio di mensa con cucina e gli spazi aggregativi. La formula adottata all’epoca per i lavori in via Gozzi è peraltro la medesima del centro per bisognosi di via Udine: la Fondazione CRTrieste acquisisce, riqualifica e arreda l’immobile, occupandosene sia dal punto di vista economico sia da quello tecnico, amministrativo e progettuale, per poi darlo in comodato d’uso al Comune. Si parla di un’operazione da oltre un milione di euro. «Adesso quello spazio è inutilizzato dal Comune - conclude Famulari -. Una scelta, esattamente come la volontà di chiudere la struttura di via Udine, che rappresenta una precisa operazione politica, compiuta magari a qualche anno di distanza dalla precedente per dare meno nell’occhio. Un discorso analogo si applica al padiglione Ralli, all’interno del parco di San Giovanni: l’ho lasciato completato e finito con 480 mila euro in bilancio. Quel progetto era mio». —

L.G.

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