La galleria rifugio diventa gioiello di storia e ricordo da valorizzare in rete

Il Polo museale regionale, espressione del ministero dei Beni culturali in Friuli Venezia Giulia, è pronto a spendersi per la valorizzazione della Galleria rifugio di Monfalcone. Un tunnel lungo 240 metri che dal centro della città raggiunge le pendici carsiche e la cui fortuna è stata, paradossalmente, il suo oblio dopo la Seconda guerra mondiale. Tombata, la galleria s’è conservata intatta, custodendo ciò che vi avevano perso le migliaia di monfalconesi che al suo interno avevano trovato protezione dalle bombe dei caccia alleati: circa 200 reperti tra soldatini di piombo e medagliette votive, spille e ditali che restituiscono la quotidianità del tempo.
Il direttore del Polo museale regionale, Luca Caburlotto, intervenendo al primo degli incontri organizzati in questi giorni dall’Associazione galleria rifugio di Monfalcone assieme al Comune, ha espresso la disponibilità dei suoi uffici a collaborare alla progettazione per rendere fruibile il bene. La galleria, e le sue memorie, ha detto Caburlotto, vanno inserite in un sistema per evitare “doppioni” e dispersione di risorse. «Questa è del resto la finalità del decreto ministeriale dello scorso febbraio che ha sancito la nascita di una rete museale nazionale», ha ricordato Caburlotto. Assieme agli standard minimi stringenti, anche sotto il profilo della gestione, che il decreto pone perché una struttura possa fregiarsi del titolo di museo.
Nonostante la tesi di laurea triennale di Architettura di Augusto Forcessini e Andrea Bardini ne trasformi una parte in “museo della guerra”, aprendone una porzione per far dialogare il tunnel con l’ambito carsico e un parco da creare nell’area, la Carta per la galleria rifugio, predisposta dall’associazione e sottoscritta anche dal Polo museale, fonda la futura valorizzazione su approfondimento della conoscenza del tunnel e sull’inserimento in un piano di tutela del patrimonio naturale e storico di portata quanto meno mandamentale. La Carta prevede un tavolo partecipato da tutti i sottoscrittori (tra cui Comune, Consorzio culturale del Monfalconese, l’associazione stessa, Università di Trieste e Venezia, ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, Associazione ambientalista Rosmann), per avviare azioni per lo studio, la tutela e la valorizzazione di questo tipo di beni. Il Comune, che ha ottenuto la concessione del tunnel dall’Agenzia del demanio di Udine, ha in ogni caso predisposto, a fronte di uno stretto dialogo con l’Associazione galleria rifugio, un progetto per la messa in sicurezza dell’accesso carsico alla struttura, ora ridotto a un pertugio. Lo stesso da cui dovrà entrare chi vorrà partecipare alle visite guidate che l’associazione propone oggi e domani, alle 10.30 e 15.30 (prenotazioni al banco della Biblioteca in via Ceriani). All’incontro di apertura della settimana dedicata alla Galleria rifugio hanno portato il loro contributo il vicesindaco Paolo Venni, il presidente del Ccm Davide Iannis, che ha rilevato lo sforzo del Consorzio e dell’EcoMuseo Territori nel mettere patrimoni e risorse del Basso Isontino a rete, e il docente ordinario di Teorie della progettazione della Facoltà di architettura dell’Università di Trieste Giovanni Fraziano, mentre il presidente dell’Agr Pietro Commisso ha fatto il punto sulle ricerche condotte dall’associazione.—
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