La guerra dei sindacati: «Basta con gli appalti nel sistema sanitario»

Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione un tavolo di confronto Gli autonomi: «I servizi alla persona non vanno esternalizzati»



Una piattaforma per arrivare a creare un documento condiviso da presentare alla Regione per impedire che nelle prossime gare di appalto si creino situazioni come quelle che si sono create nel caso dei barellieri. Cgil, Cisl e Fials lanciano l’allarme in vista dei futuri bandi di gara e in particolare nel settore dei servizi alla persona. Il primo a scadere in ordine temporale sarà proprio quello dei barellieri nel 2020, poi toccherà al trasporto secondario nel 2022.

«Chiediamo un tavolo di discussione per affrontare il tema degli appalti», spiega Virgilio Toso della Cgil Funzione pubblica evidenziando i rischi che si continuano a creare con i sistemi a cottimo. «C’è la necessità di costruire una cornice che consenta di avere servizi regolari garantendo situazioni di reddito e di lavoro dignitose per gli operatori. C’è la proposta di Cgil, Cisl e Uil di un protocollo sugli appalti che verrà presentata alla Regione, alla quale chiediamo un confronto in tempi stretti su un tema che riguarda tutti i servizi alla persona che vengono erogati e che stanno dentro al sistema della sanità triestina e regionale».

Andrea Blau della Fisascat Cisl aggiunge che «negli ultimi dieci anni gli appalti non sono mai andati a migliorare le condizioni per i lavoratori. Questa cosa avviene sempre con i servizi esternalizzati nelle gare del pubblico. In quella del servizio delle mense del Comune, l’azienda vincitrice aveva addirittura aggiunto una persona, come richiesto nel bando, tagliando però le ore al personale già in servizio. Come sindacati giuridicamente non possiamo fare niente se non denunciare le drammatiche ricadute sociali per il personale che sempre più spesso passa da contratti full time a tiratissimi part time con mansioni spesso diversificate». Fabio Pototschnig della Fials Confsal spiega che «gli appalti devono essere costruiti bene. Guardando a quello per il trasporto secondario è già successo in passato che le cooperative non pagassero i dipendenti: su questo tipo di gare non ci può essere il sistema del massimo ribasso, oggi mascherato dietro alla sezione dedicata alla parte economica. Sarebbe utile anche un confronto con le persone che poi in quegli appalti ci lavorano, questo per capire le dinamiche necessarie e come migliorare il servizio e non solo come risparmiare, soprattutto quando si parla di servizi diretti alle persone».

«Ormai è risaputo – aggiunge Matteo Modica della segreteria territoriale della Fsi- Usae – che le convenzioni e gli appalti vengano a costare nel loro complesso sicuramente di più che la gestione diretta del servizio da parte dell’azienda, che ne assumerebbe però un controllo diretto e mirato. Chiederemo quindi alla politica regionale di procedere a una graduale ricognizione dei servizi esternalizzati e di programmare strategicamente, in un’ottica di ampio e lungo termine, le azioni necessarie a ridar fiducia ai lavoratori e maggiori garanzie ai cittadini».—



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