La guerra dell’Ici a Sistiana verso gli uffici della Procura

Arriverà alla Procura della Repubblica la vicenda del contenzioso fra il Comune di Duino Aurisina e le società che si sono succedute nell’acquisto e nella gestione delle aree della baia di Sistiana che oggi ospitano il comprensorio di Portopiccolo. Una formale richiesta in tal senso è stata indirizzata ieri al sindaco di Duino Aurisina, Daniela Pallotta, e al segretario generale, Santi Terranova, dall’esponente della lista di opposizione “Per il golfo”, il consigliere Vladimiro Mervic, nel corso del Consiglio comunale.
Mervic, prima di arrivare a tale conclusione, ha ricostruito i fatti, partendo dall’accordo di adesione, che risale al giugno del 2010, quando era sindaco l’attuale consigliere di maggioranza Giorgio Ret. In base a tale intesa «furono definiti i valori degli immobili ai fini dell’Ici, relativi agli anni dal 2003 al 2010 – ha ricordato Mervic –, e si decise che per i periodi successivi l’importo sarebbe stato aumentato del 3 per cento all’anno. Pochi giorni prima – ha sottolineato il consigliere – al Tavolare era stata iscritta la proprietà a favore del fondo d’investimento immobiliare chiuso “Rilke”, gestito dalla Serenissima spa». Quest’ultima è la società con la quale è attualmente in corso un tentativo di composizione bonaria della vertenza fiscale, dopo che in primo grado, al cospetto della Commissione tributaria, ha vinto il Comune di Duino Aurisina, in base a un’azione intrapresa dalla precedente giunta. «Quest’ultima – ha spiegato Mervic – fu mossa ad agire, promuovendo i necessari accertamenti, in considerazione della notevole differenza fra gli importi definiti con l’accordo di adesione e quelli espressi negli atti di conferimento. Il compito di riscossione fu affidato alla cooperativa “Rete sociale tributi”. A mio avviso – ha continuato Mervic – ci sono in ballo circa 3 milioni e mezzo di euro di mancati introiti tributari».
A gettare ulteriori ombre sulla vicenda, l’accusa rivolta dallo stesso Mervic all’attuale giunta, «che, a una mia richiesta di ottenere l’intera documentazione relativa al famoso accordo di adesione – ha ripreso Mervic –, ha risposto inviandomi un documento privo di numero di protocollo che non può avere alcuna rilevanza. Inoltre – ha concluso – ad altre mie richieste non è stata data risposta». «Per quanto concerne la richiesta di inviare l’intero incartamento alla Procura – ha risposto il vicesindaco Walter Pertot, che è anche titolare dell’assessorato per i Tributi – non avremo alcuna difficoltà a farlo. A nostra volta però – ha aggiunto – vorremmo sapere come ha fatto Mervic a entrare in possesso di una documentazione risalente a epoche nelle quali egli non rivestiva alcuna carica istituzionale. Inoltre – ha incalzato Pertot – quando si formulano accuse, come sta facendo Mervic, bisogna avere le prove». Insomma un’atmosfera rovente. E ad aggiungere un ulteriore elemento di discussione, è intervenuto un parere del ministero dell’Economia e delle Finanze, sollecitato dalla stessa Serenissima spa, in base al quale i soggetti passivi del contenzioso tributario sarebbero i sottoscrittori del fondo d’investimento immobiliare e non quest’ultimo, che fra l’altro nel frattempo è stato chiuso. «Dunque – ha concluso Pertot – anche in caso di successo davanti alla Commissione di secondo grado, sarebbe perciò impossibile recuperare risorse dai vecchi sottoscrittori. Ecco il perché della logica del tentativo di composizione bonaria». —
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