La lunga marcia del M5s verso il voto fra rebus alleanze e limite di mandati

il focus
Il Movimento 5 Stelle avvia la sua marcia verso le comunali 2021: come da tradizione grillina sarà un lungo processo assembleare, volto a definire liste e programmi. Molti interrogativi assillano i pentastellati: quali saranno le alleanze, vista l’attuale configurazione di governo e le stringenti regole del Movimento? Ma soprattutto: chi candidare a sindaco? Nomi di eletti come Stefano Patuanelli (al di là dell’improbabilità dell’evento) non sono spendibili a causa del limite vigente nel M5s sui due mandati. L’unica eccezione, vedremo, è Paolo Menis, che pur candidabile non pare intenzionato all’ennesimo assalto a palazzo Cheba.
La parlamentare isontina Sabrina De Carlo, incaricata delle relazioni interne del Movimento sul territorio, segue la costruzione della campagna elettorale dall’inizio: «Io gestirò le liste, supporterò i candidati, farò da ponte con il capo politico - spiega -. La prima cosa per noi saranno i temi, il programma, poi le persone arriveranno in un percorso condiviso, come sempre». Aggiunge De Carlo: «Il Movimento è al lavoro sulla campagna a Trieste, come a Pordenone e in altri Comuni della regione».
In effetti ci sono già state alcune riunioni, in cui si è iniziato a ragionare sul metodo di compilazione delle liste e sui temi della campagna elettorale. È un altro punto su cui ci sarà da lavorare, visto che uno stendardo pentastellato come la chiusura della Ferriera potrà esser celebrato come un risultato ma non più come un obiettivo da perseguire. Spiega il consigliere comunale Menis: «A partire da questo mese inizieremo gli incontri, magari salteremo agosto e poi da settembre avvieremo il lavoro appieno».
Il panorama politico è pieno di incognite. Al momento il regolamento del Movimento 5 Stelle prevede soltanto la possibilità di allearsi con formazioni civiche, ma la mera esistenza di un governo di coalizione con il Pd porta a chiedersi se questa non possa essere la via da prendere.
In generale nel Movimento c’è unanime consenso all’idea che bisogni attendere i prossimi risvolti, e magari un momento di incontro nazionale del Movimento che stabilisca una linea di lungo periodo (come chiesto di recente da Alessandro Di Battista, critico nei confronti del governo).
Il consigliere regionale Andrea Ussai commenta: «Di alleanze non abbiamo ancora discusso, quindi è prematuro parlarne, visto il regolamento. Dovesse emergere questa possibilità, comunque la metteremmo al voto».
Il regolamento complica la vicenda anche in fatto di candidature, perché pressoché tutti i volti più noti del Movimento in regione non potranno fare una nuova corsa. A Trieste è arrivato alla fine di un doppio mandato lo stesso Ussai, così come lo sarebbe anche Patuanelli nel caso in cui dovesse avere un’infatuazione per il Salotto Azzurro. Commenta De Carlo: «Patuanelli sarebbe un nome fantastico, alla luce di quanto fatto anche per il territorio, ma ci sono regole ben precise. Ci sono due mandati e basta, inoltre non potrebbe dimettersi da un mandato in corso come fanno tutti gli altri politici».
L’«unica eccezione in regione», precisa De Carlo, è Menis, reduce da un doppio mandato da “semplice” consigliere comunale: «Gode del cosiddetto mandato zero e potrebbe ricandidarsi a sindaco». Non risulta da fonti interne al Movimento che il consigliere, volto ormai storico dei pentastellati nell’aula comunale, abbia voglia di tentare un’altra corsa alla seggiola su cui siede Roberto Dipiazza. Vale anche per il candidato, insomma, il leitmotiv che circola nei corridoi grillini: bisogna aspettare. —
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