La Madonna della Porta rinasce dopo l’incendio con le offerte dei fedeli

Una famiglia che quotidianamente, da decenni, si fa carico di quel piccolo ma grazioso luogo di culto amato dai gradiscani. E la generosità dei parrocchiani e dei privati cittadini. C’è uno sforzo collettivo dietro l’agognata risistemazione dell’antico altare della Madonna della Porta, che a breve sarà definitivamente ultimato.
Come si ricorderà, il luogo sacro venne profanato da una mano anonima che nella notte di Capodanno 2018 causò un incendio, pare per un petardo lanciato di proposito. Il rogo distrusse la Natività, con le fiamme che causarono ingenti danni all’altare e ai soffitti. Rimase intatto, invece, il quadro dedicato alla Madonna, protetto da una lastra di vetro. In queste settimane è stato completato un primo passo della risistemazione, che si concluderà con le tinteggiature. L’ultimo giorno di maggio alle 19, a conclusione del mese mariano, la comunità parrocchiale si ritroverà in Largo Porta Nuova per celebrare l’avvenuto ritorno alla normalità.
Il piccolo luogo sacro si trova in una proprietà privata, ma è visibile e raggiungibile dalla pubblica via, protetto solo da un cancelletto. L’altare della Madonna della Porta, sito nel cuore della Fortezza, da generazioni è curato amorevolmente dai proprietari, la famiglia Novelli.
Profondo il legame che unisce i gradiscani alla Vergine. Le sue origini risalgono alla Serenissima Repubblica di Venezia, quando il provveditore Giovanni Emo fece collocare una sacra icona della Madonna all’ingresso della Fortezza. Quella immagine, andata distrutta, venne sostituita con un’icona raffigurante la Vergine di Monte Santo, che sopravvisse sino al 1917, andando perduta nell’incendio che devastò Gradisca dopo la disfatta di Caporetto. Ci vollero 20 anni affinché un’altra effigie della Madonna – opera di Mercedes Mosetti e modificata da Leopoldo Perco – tornasse a occupare lo spazio che le era sempre appartenuto, acquistato nel frattempo dallo scultore Giovanni Battista Novelli che realizzò l’attuale cappellina.
La Madonna fece il suo ritorno alla Porta Nuova nel 1938. Ma in una fredda notte fra il 10 e l’11 febbraio ’45 un rombo d’aereo e un tremendo fragore squarciano il silenzio: quattro bombe sono sganciate contemporaneamente sul centro cittadino. Per i testimoni è un miracolo: nessun morto, solo feriti. Da allora la devozione alla Madonna della Porta si tramanda, al pari di un aneddoto: la scheggia di una bomba colpì il cristallo posto a protezione dell’icona, ma non osò scalfire l’immagine della Vergine, andando a conficcarsi con una stranissima traiettoria nel cuore del Bambin Gesù. Quella scheggia è tuttora conservata in un quadro votivo alla Porta Nuova. –
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