La minoranza attacca «È un attentato alla democrazia»
L’OPPOSIZIONE
«Nessun ostacolo ai lavori, Ziberna non è stato il sindaco di tutti». Si potrebbe sintetizzare così il coro unanime di pesanti critiche che si leva nei confronti del primo cittadino e della sua maggioranza dai gruppi d’opposizione in consiglio comunale dopo la seduta chiusa per mancanza del numero legale quando c’erano da discutere mozioni e petizioni popolari. Estremamente duro è in particolare l’affondo del capogruppo del Forum Andrea Picco. «Ziberna non è più il sindaco di tutti i cittadini, senza considerare il fatto che le petizioni che lui ha fatto in modo di non discutere sono state firmate anche da chi ha votato per lui: ma per il potere ha rinunciato alla democrazia e alla delega che gli è stata data proprio dai cittadini». Non solo, Picco ricorda che «sono i consiglieri di maggioranza a non essersi presentati all’appello, facendo cadere il numero legale, e non è assolutamente vero che il comportamento del pubblico ha bloccato i lavori: se fossi un cittadino denuncerei chi sostiene il contrario».
Di «situazione a dir poco eccezionale, mai vista probabilmente in tutta Italia» parla il consigliere di “Gorizia c’é”, Silvano Gaggioli. «Abbiamo assistito alla negazione della parola democrazia – dice -. Ora vedremo quando verrà fissato un nuovo consiglio o se ci sarà una seduta dedicata alle petizioni, altrimenti potremmo chiedere l’intervento del prefetto, per rispetto dei cittadini».
Se il capogruppo di Percorsi goriziani Roberto Collini, pur particolarmente contrariato per quanto successo, non commenta in questa fase, il suo collega Federico Gabrielcig (che era presente all’incontro dei NoBiomasseGo) invita il sindaco Ziberna a guardare le immagini video della seduta, spiegando che «se ci fossero state intemperanze da parte del pubblico, vigili e digos sarebbero intervenuti, ma così non è stato». Ancora, Marco Rossi del Pd sostiene che «i cittadini volevano semplicemente fosse discusso un tema che sta loro a cuore come quello della salute, e i firmatari delle petizioni hanno gli stessi diritti degli altri cittadini. L’atteggiamento di sindaco e maggioranza è stato inaccettabile».
«Al momento del suo insediamento Ziberna disse di essere il sindaco di tutti, ma con il suo comportamento ha disatteso il suo impegno – attacca Giancarlo Maraz del M5S -. Come primo cittadino ha il dovere di ascoltare tutti, chi lo vota e chi non lo vota, chi la pensa come lui e chi ha qualcosa di cui lamentarsi». Duro anche il giudizio di Rosy Tucci (Gorizia è tua). Parla di «attentato al più sacro dei principi su cui si basa una democrazia, la “parresia”, che è la libertà di esprimere il proprio pensiero e di ascoltare quello degli altri, ovvero i cittadini». Punta l’attenzione su un altro aspetto Federico Portelli (Borghi). Da un lato evidenzia lo “scivolone” del sindaco e critica il «comportamento poco rispettoso da parte di molti consiglieri di maggioranza», dall’altro aggiunge: «proprio per questo ringrazierei chi, come Tomasella, Ferrari o Zorzenon, sono rimasti. Questo è il dato vero: ognuno ha fatto le sue scelte e c’è chi si è comportato in maniera diversa». —
M.B.
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