La pista rovinata fa “espatriare” l’Atletica Serve una colata, ma i tempi si allungano

Il 2020 è alle porte, e l’Atletica Gorizia, assieme anche a tutto il mondo dello sport isontino, spera che il cambio di data sul calendario possa essere finalmente decisivo per “ritrovare” la sua casa. Ormai da tanto, troppo tempo le piste e le pedane del campo sportivo Fabretto sono ridotte in pessime condizioni, tanto da costringere gli atleti isontini a dolorose rinunce e scomode trasferte, ma il nuovo anno potrebbe essere quello buono per imboccare finalmente la strada che porterà al recupero della struttura: una strada tutta nuova, peraltro, che prevede il rifacimento delle piste (con una tecnica innovativa) anziché la loro sistemazione.
I fondi ci sono sostanzialmente già, e sono quei 300 mila euro stanziati la scorsa primavera per l’impianto della Campagnuzza, ma la soluzione che era stata individuata dopo le trattative con la ditta Mondo (quella che realizzò le piste e le pedane del Fabretto) si è poi rivelata antieconomica. L’ipotesi era di riparare il fondo rovinato, con solchi e avvallamenti tanto profondi da compromettere le prestazioni e rendere persino poco sicura la pratica sportiva, asportando il materiale oggi degradato e incollando un nuovo “tappeto”. Una soluzione se vogliamo di ripiego, dal costo però salato, pari di fatto a un’operazione più radicale, ovvero la realizzazione ex novo di piste e pedane con una tecnica che potrebbe ricordare quella dell’asfaltatura delle strade, colando materiale gommoso allo stato fluido che poi, una volta posato e indurito, garantirebbe alte prestazioni e al tempo stesso una durata nel tempo maggiore.
La scelta, dunque, è ormai fatta, e va in questa direzione. Il “problema”, invece, è la tempistica. Perché da un lato il Comune deve fare i conti con tutti i passaggi burocratici del caso, dall’altro l’Atletica Gorizia è in cerca di risposte chiare e precise, visto che da troppo tempo è chiamata sacrifici importanti. «In base a ciò che sappiamo questo tipo di intervento richiede la stagione giusta, e solitamente non viene effettuato quando le temperature sono particolarmente basse – dice il presidente dell’Atletica Gorizia Maurizio Pecorari –. Però sarebbe importante al momento già avviare le gare, affidare i lavori, in modo tale da non perdere ulteriori treni, anche perché le ditte impegnate in questi lavori solitamente sono oberate di richieste. Questo ci preoccupa, perché temiamo di dover attendere ancora a lungo prima di poter avere nuovamente il nostro campo di atletica leggera a disposizione». Non che oggi sia chiuso, intendiamoci, ma Pecorari spiega il perché di tanta ansia. «Sostanzialmente la pista e le pedane sono inagibili, è già stata ridotta l’omologazione e le gare non si possono svolgere – dice –. Non a caso lavoreremo per confermare quantomeno il tradizionale Memorial Marchi a Nova Gorica. Ma al di là di questo tutta l’attività è fortemente penalizzata, allenamenti compresi, senza contare che al Fabretto oltre agli eventi federali sono di casa anche le iniziative scolastiche. Insomma, non si può più aspettare, e se non si semina oggi non si può pensare di raccogliere in estate». Il Comune, da parte sua, ha ben presente il problema, e come spiega l’assessore allo Sport Stefano Ceretta, «l’auspicio è quello di riuscire ad avviare i lavori entro la fine di questo 2020 che sta per iniziare». «Ci teniamo a ridare alla città un impianto in piena efficienza, e i nostri uffici tecnici fanno e faranno tutto il possibile per predisporre in tempi accettabili gare e affidamento dell’appalto – continua Ceretta –. Ma non si possono dimenticare le tante piccole e grandi emergenze che abbiamo dovuto affrontare, dai problemi ai teloni del tennis alle infiltrazioni d’acqua nella palestra di Sant’Andrea, fino all’impianto della Valletta del Corno. Tutto questo ci ha rallentato, ma ora procederemo nella nuova direzione che è stata individuata». —
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