La presidente del Cnr Carrozza a Trieste: «Serve un maggiore investimento pubblico nella ricerca»

Le dichiarazioni della presidente del Cnr a margine della celebrazione del centenario del Cnr nella sede di Elettra Sincrotrone in Area Science Park a Trieste

Maria Chiara Carrozza, presidente Cnr. Foto ANSA
Maria Chiara Carrozza, presidente Cnr. Foto ANSA

TRIESTE «Se si guardano i numeri, anche gli indicatori che escono a livello europeo e internazionale», emerge che in Italia «l'investimento privato è equivalente a quello pubblico. Probabilmente quello di cui avremmo bisogno è un maggiore investimento pubblico in Italia perché oggettivamente noi avremmo bisogno di più ricercatori».

Lo ha affermato la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, a margine della celebrazione del centenario del Cnr nella sede di Elettra Sincrotrone in Area Science Park a Trieste.

«Il Pnrr - ha aggiunto - è stata un'azione importante per avere più ricercatori. Ovviamente quello che manca è l'anello di congiunzione tra le imprese e questa grande ricerca che produciamo. Noi dovremmo essere piu aperti e le imprese anche più in ascolto di quello che nasce. A Trieste abbiamo tutti i settori: dall'oceanografia alla fisica della materia. Qui si produce la vera conoscenza e dovrebbe essere un patrimonio importantissimo per tutti, pubblico e privato».

Rispondendo poi a una domanda sulle posizioni no vax, che nei mesi scorsi hanno trovato sede a Trieste, Carrozza ha ricordato il ruolo della formazione scientifica: «I cittadini, non solo le imprese e le istituzioni, devono essere raggiunti dalla scienza. Prima di tutto - ha precisato - dobbiamo insegnare nelle scuole la biologia e le scienze, in modo che anche sull'aspetto dei vaccini venga compresa l'importanza che hanno avuto nella storia per la sanità pubblica. Quindi partendo dalla cultura - ha concluso - si affrontano questi temi».

Le ricercatrici che si occupano nelle materie Stem sono poche

«Sicuramente le materie Stem (Science, technology, engineering and mathematics) hanno bisogno di più studenti e laureati. Sono poche le ragazze nell’ingegneria informatica, nella matematica, nell’ingegneria aerospaziale. Ci sono settori in cui le ragazze sono un numero inferiore: dobbiamo lavorare perchè tutte le ragazze sentano che è tutto possibile per loro, che devono scegliere liberamente».

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