La Ribolla di Lorenzon tra i migliori 100 vini classificati in Italia
SAN CANZIAN. L’azienda vitivinicola di Enzo Lorenzon che la conduce con base a Pieris assieme ai figli Nicola e Davide conquista un altro importante riconoscimento alla qualità dei suoi prodotti, dopo i premi, anche internazionali, conquistati negli ultimi anni. La Ribolla gialla 2018 dei Feudi di Romans si è conquistata un posto nella guida “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia” del Corriere della Sera. Assieme a poche altre etichette del Friuli Venezia Giulia, come sottolinea Enzo Lorenzon, con più di una punta di orgoglio. Dopo aver descritto il contesto ambientale in cui i vitigni crescono e i grappoli maturano, legato a doppio filo all’Isonzo ghiaioso e sabbioso, la guida scritta da Luciano Ferraro e Luca Gardini definisce la Ribolla dei Feudi di Romans “agile, elegante e sussurrata, con un naso raffinato, mela renetta, sfalcio di campo e biancospino”. Il sorso è invece “nitido, sapido e arrotondato, di grande fascino gustativo”.
«Sì, siamo soddisfatti per essere stati inclusi nella guida», afferma Enzo Lorenzon, reduce assieme ai suoi prodotti da Vinitaly 2019, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, capace di attirare migliaia di addetti del settore e non solo appassionati (dirottati da quest’anno negli eventi a Verona, all’esterno dei padiglioni della fiera). La guida de Il Corriere della Sera segnala comunque un altro vino prodotto dall’azienda Lorenzon e si tratta di quel Sontium, una cuvée a edizione limitata, nata un paio d’anni fa dalle uve di antichi vigneti riscoperti. L’ultima sfida, avviata lo scorso anno, è quella di investire nel biologico. L’azienda ha impiantato, a Cassegliano di San Pier d’Isonzo, nella zona di Boseano, due ettari destinati alla produzione di vini bio. Si tratta di Soreli, Sauvignon Kretos e Sauvignon Rytos, vitigni a bacca bianca di nuova generazione, resistenti alla peronospora e all’oidio, varietà prodotte dai Vivai di Rauscedo grazie alla collaborazione con l’Università di Udine e la creazione, nel 2006, dell’Istituto di genomica applicata, sempre a Udine. La prima vera vendemmia, come spiega Enzo Lorenzon, sarà nel 2020. —
La. Bl.
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