La scuola dell’infanzia di via Kandler intitolata a Panizon
Amava definirsi «un pediatra antico, laureato quasi 70 anni fa, al tempo in cui un medico aveva le chiavi della vita e della morte, e si batteva con poche armi su fronti disperati». Al triestino Franco Panizon, il grande rivoluzionario della pediatria italiana, sarà intitolata oggi alle 10.30 la scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo San Giovanni di via Kandler 10. A scoprire la targa ci sarà questa mattina l’assessore all’Educazione del Comune di Trieste, Angela Brandi, e la pediatra Loredana Lepore, che ha lavorato per più di 20 anni con Panizion e che quattro anni fa da ex consigliere comunale del Pd aveva promosso la mozione per l’intitolazione della scuola d’infanzia. «Egli non fu solamente una grande medico, ma fu anche uno studioso di medicina, con delle scoperte che resteranno nella storia della medicina; un grande insegnante, uno scrittore sia di libri autobiografici che di medicina, un pensatore che analizzava con grande lucidità la società moderna, sempre con uno sguardo proiettato verso il futuro», ricorda l’allieva Lepore.
Nato a Trieste il 23 aprile 1925, Panizon si laureò a Padova nel 1949 in Medicina e Chirurgia e si specializzò in Pediatria nel 1951. Prestò servizio in diverse cliniche pediatriche a Padova, Sassari, Ferrara e Pavia per poi tornare a Trieste dove diresse la Clinica pediatrica dell’Università di Trieste all’Irccs Burlo Garofolo dal 1968 al 1997.
«Tornato nella sua città natale, egli percepì negli anni ’70 che la forza del rinnovamento poteva trovare facile spazio a Trieste, sulla spinta delle contemporanee “rivoluzioni” nella psichiatria di Franco Basaglia, di cui era grande amico – continua Lepore –. Anche se meno eclatante del movimento che ha portato alla chiusura dei manicomi, l’opera di Franco Panizon, che mette al centro della cura il bambino come persona circondato dalla famiglia, ha avuto un enorme impatto nella pediatria». Una figura rivoluzionaria. «Panizon fu l’artefice in effetti di una grande rivoluzione che portò alla deospedalizzazione ed alla umanizzazione delle cure in campo pediatrico. Ebbe il coraggio di svuotare le corsie e di curare la maggior parte dei bambini senza ricoverarli, seguendoli e controllandoli nel cosiddetto ospedale di giorno – continua Lepore –. L’altra rivoluzione è stata quella di aprire i reparti ai genitori senza limiti di orario, in un’epoca nella quale i bambini in ospedale venivano separati dai genitori, che li potevano vedere solo durante i limitatissimi orari di visita, una cosa oggi impensabile». Anche il suo lavoro nell’editoria scientifica è stato importantissimo. Panizon ha fondato, assieme ad altri, alcune delle principali riviste di Pediatria, l’ultima delle quali nel 1981, “Medico e bambino”, di cui è stato il direttore per molti anni.
Dopo il suo pensionamento ha lavorato come medico pediatra, organizzatore sanitario e didatta in Albania, Mozambico, Costa d’Avorio, Afganistan e Angola. È morto a Trieste il 15 ottobre 2012. «Avere a Trieste una scuola dell’infanzia meritatamente intitolata al professor Franco Panizon – conclude Lepore – riempie di gioia e di orgoglio tutti coloro che lo hanno conosciuto, che hanno lavorato al suo fianco, che sono stati suoi pazienti o genitori di pazienti, o semplicemente tutti coloro che gli hanno voluto bene». (fa.do.)
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