La sfida ai centri commerciali parte dall’artigianato locale

Un mercato coperto rivisto sempre più in chiave locale, con prodotti tipici e a chilometri zero, arricchito dalla creatività dell’artigianato prodotto da goriziani. Questa potrebbe essere la scommessa da vincere per la storica struttura di via Boccaccio che ieri ha visto l’inaugurazione della prima mostra mercato “La via degli artigiani”, iniziativa di Eleonora Strussiat che a settembre ha aperto la sua prima bancarella di oggettistica, abiti esclusivi e gioielli in resina ispirati alle antiche civiltà. L’artista ha coinvolto otto colleghi che oggi presentano una ricca esposizione, piena di pezzi unici e originali. Un tentativo per valorizzare un luogo storico e centrale, ma pieno di problemi che si trascinano da anni. Niente che non si possa sconfiggere con alcune soluzioni che stanno cominciando ad emergere.
Ieri il sindaco Rodolfo Ziberna ha rassicurato le tante persone presenti. «Sto continuando a insistere perché arrivino quanto prima i finanziamenti attesi per rendere questo bellissimo posto finalmente fruibile e vivibile», ha detto. Il riferimento va soprattutto agli annosi fastidi dati dalla scarsa potenza del riscaldamento, ai bagni e all’impianto elettrico da rifare. Non secondariamente bisognerà riempire i banchi che iniziano a svuotarsi e non far fuggire gli operatori presenti.
L’angolo dell’artigianato per tutte le feste natalizie animerà la parte posteriore del mercato, ma in mezzo ci sono degli angoli vuoti e più in là il regno assoluto della frutta, della verdura e dei fiori. Niente che non possa essere armonizzato meglio in futuro. Volendo estendere il ragionamento ad altre città oltre a Gorizia, non è che altri mercati coperti ultimamente non abbiano fatto fortuna, contando, come nel nostro caso, sulla gradevolezza della loro architettura di base. A Firenze, ad esempio, esiste un’animatissima struttura dove il perimetro interno è tutto dedicato a tavole calde e street food mentre all’interno permangono le bancarelle. A Roma organizzano, in strutture simili, mini tour per scoprire e assaggiare le specialità locali in mezzo ai banchi del pesce e della frutta. Con la differenza, oltre che di massa critica, anche di funzionalità, dato che si tratta di spazi con servizi in ordine e un progetto alle spalle. «Speriamo che qualcuno inizi a credere nell’idea complessiva, a occupare delle bancarelle e sfidare il freddo per venire a fare degli acquisti qui per Natale», commenta Emanuele Musulin, che espone intriganti elaborazioni di palazzi storici goriziani dipinti a china. Il guanto di sfida ai centri commerciali è quindi lanciato. L’iniziativa andrà avanti sino al 31 dicembre negli orari di apertura del mercato. —
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