La Slovenia premia Demetrio Volcic «Ci aiutò con l’Ue»

Il ministro Žbogar affronta anche il problema dei soldi alla minoranza, dopo l’ennesimo pasticcio

di Furio Baldassi

Il più sorpreso, alla fine, sembra proprio lui, Spiazzato da un riconoscimento che, assicura, gli era stato anticipato solo un paio di giorni prima. «Quando me l’hanno detto credevo che scherzassero», ridacchia Demetrio Volcic, già europarlamentare, senatore ma soprattutto corrispondente da Mosca della Rai negli anni della Cortina di ferro, quando da Sesana fino a Vladivostok il regime era praticamente unico, e lui spiegava agli increduli occidentali cosa significava vivere «di là».

Ma l’età porta consiglio, «e attualmente scherzo poco», assicura a chi gli chiede se gli sia scappata qualcuna delle sue famose battute durante la cerimonia che gli è valsa un riconoscimento particolare della Repubblica di Slovenia e le belle parole del ministro degli Esteri Samuel Žbogar. Un omaggio, viene fatto capire, di alta valenza simbolica, perchè cade proprio a vent’anni dalla proclamazione dell’indipendenza da parte della Slovenia e che va a premiare più il politico che il reporter.

Il Volcic , insomma, che si è fatto in quattro a Roma come a Bruxelles per garantire a Lubiana l’attesa entrata nell’Unione europea, facendo affidamento sul suo ricco carnet di conoscenze e su una preparazione di politica estera ineccepibile.

A festeggiarlo, nel consolato sloveno di via San Giorgio, un parterre de roi della minoranza slovena in italia che comprende la senatrice Tamara Blazina , Igor Kocijancic e Igor Gabrovec, Igor Svab derll’Sso e Rudi Pavsic dell’Skgz. Perchè se è vero che la Slovenia ha risolto i suoi problemi con l’Europa, lo è anche che è ben lungi dal risolvere quelli, econonomici, proprio con l’Italia. Žbogar ascolta attento le rivendicazioni di politici e associazioni legate a quel famoso finanziamento alle minoranze che, come Godot, non arriva mai. Nè, con gli attuali chiari di luna nel nostro paese, ha grandi possibilità di venir sbloccato a breve. Volcic insomma, suo malgrado, finisce per fare anche l’indiretto testimonial del malcontento, sia pure tra un brindisi e l’altro.

Il discorso è abbastanza chiaro: ai conti della minoranza slovena mancano tuttora due milioni e mezzo di euro. Bloccati a Roma nei meandri di una burocrazia pasticciona, per non dire fantozziana che ha sbagliato per due volte l’inserimento del provvedimento in finanziaria (ne riferiamo qui sopra). Non è servita neanche la visita a Roma dello stesso presidente sloveno Turk, viene fatto presente alla delegazione, perchè nonostante le tante assicurazioni del governo Berlusconi pare che gli uffici abbiano sbagliato di nuovo e che, con l’esecutivo quasi alla vigilia dell’ultimo valzer, bisognerà aspettare parecchio per uscire dal cul de sac burocratico, forse un altro anno almeno. Ma la festa è comunque per Volcic, italiano di etnia slovena, anche se dei 5 milioni e 300mila euro aspettati e garantiti ne sono arrivati solamente due milioni e 800mila.

Parlare di soldi, di questi tempi , è quasi inutile. Spazio alle onorificenze, allora.

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