La storia infinita di Malnisce in attesa di bonifica

Savogna. Parlando di rifiuti, a Savogna d’Isonzo, viene in mente subito un nome: Malnisce. È quello della località dove, da decenni ormai, si trova la grande discarica mai bonificata, una delle vere e proprie storie infinite dell’Isontino. Sotto i grandi teloni posizionati per contenere il materiale si trova un’enorme quantità di spazzatura, per lo più rivestimenti interni per le automobili.
Nei magazzini, invece, ci sono parti di automobili ancora intere, ma queste sono al coperto e dunque non rappresentano una particolare preoccupazione. Dal punto di vista strettamente ambientale, da tempo la situazione è sotto controllo, visto che il piano di caratterizzazione, che venne effettuato diversi anni fa dalla ditta Ambiente per una spesa di 449 mila euro, aveva confermato che i rifiuti stoccati nella discarica non sono di tipo speciale, ma appartengono alla categoria di quelli ordinari.
Potenzialmente, come qualsiasi altro tipo di rifiuto, potrebbero essere dannosi per l’ecosistema, ma se mantenuti nel modo giusto e isolandoli dall’ambiente circostante (come si è sempre cercato di fare) il problema può essere arginato. Il vero nodo però è rimasto quello dello smaltimento e della bonifica della discarica, operazioni queste estremamente onerose. Già in passato il costo dell’operazione era stato quantificato in circa 4 milioni di euro, una cifra della quale ovviamente un piccolo Comune come Savogna non può disporre e che più in generale è difficile individuare. Così gli anni sono passati e Malnisce con la sua discarica è rimasta un nodo al fazzoletto, riposto al sicuro (sotto i teloni di cui abbiamo detto, che isolano il materiale dell’ambiente), ma non certo dimenticato, e che prima o poi andrà sciolto. —
M. B.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








