La storica linotype del Piccolo in bella mostra in via Mazzini

È tornata a casa. Da ieri al piano terra di via Mazzini 14, nuova sede de “Il Piccolo”, fa bella mostra la storica linotype del quotidiano fondato nel 1881. È arrivata sei mesi dopo il trasloco da via Guido Reni. La sua vera funzione, assieme ad altre 12, fu svolta nella storica tipografia di via Silvio Pellico quando la stampa era a caratteri di piombo.
L’introduzione della linotype, inventata nel 1884 da Mergenthaler, ha rappresentato la prima grande rivoluzione nei processi di stampa quotidiana. In Italia è arrivata all’inizio del Ventesimo secolo. Un bravo linotipista era in grado di “sfornare” una pagina (in righe di piombo) in venti minuti. Successivamente era necessario montare i vari blocchi di testo su un telaio che riproduceva le misure della pagina reale. I passaggi erano i seguenti: scrittura del testo da parte del giornalista con una macchina per scrivere, battitura del testo sulla linotype, primo intervento del correttore di bozze, montaggio, nuovo intervento del correttore. Successivamente: impressione a contatto di un cartone azzurro di amianto e cellulosa (flano), poi ulteriore fusione del blocco semicircolare di piombo. Dalla fine dell’articolo alla partenza della rotativa passava quasi un’ora nella migliore delle ipotesi. Solo negli anni Settanta del secolo scorso si è passati alla stampa a freddo (fotocomposizione) ma con processi che ricalcavano quelli del piombo. Un passaggio graduale che ha mandato in soffitta le linotype. Al Piccolo ce n’erano almeno dodici. —
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