La tragedia del marzo scorso sul Quarin

Alla Collio Marathon Bike perse la vita in gara Mauro Bregant, 44 anni, stroncato da un malore

CORMONS. Era il 18 marzo scorso. E una tragedia funestò la “Collio Marathon Bike”, la gara sulla lunghezza di 35 chilometri che si svolgeva in quella domenica a Cormòns e sui saliscendi del Collio. Un ciclista di Lucinico, Mauro Bregant, classe 1974, mentre stava spingendo la bicicletta a mano sul monte Quarin si accasciò improvvisamente a terra. Immediati i soccorsi. L’uomo non dava segni di vita. Ma l’intervento del personale sanitario, purtroppo, servì a poco. «Non hanno potuto fare altro che constatare il decesso», spiegarono i carabinieri.

Bregant rimase vittima di un infarto fulminante. Il corpo del quarantaquattrenne venne portato all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia, «a disposizione - fecero sapere i militari dell’Arma - dell’autorità giudiziaria che dovrà, ora, decidere se disporre l’esame autoptico per chiarire le cause esatte del decesso improvviso».

Il malore colpì Bregant quando aveva ormai quasi concluso il suo sforzo, praticamente sotto gli occhi di parte dello staff dell’organizzazione. «È successo tutto in un attimo, ed è stato terribile - raccontò, molto provato, Paolo Marega, presidente della “Bike&Run Gorizia” che aveva organizzato la manifestazione -. Bregant si trovava a circa un chilometro dal traguardo, e fatalmente il malore l’ha colto mentre transitava nei pressi di uno dei punti di controllo che avevamo dislocato lungo il tracciato. Si è accasciato a terra, e subito sono scattati i soccorsi: in quel punto c’era un’ambulanza, e la seconda, con il medico a bordo, è arrivata dopo pochi minuti. Ma non c’è stato nulla da fare».

Marega, una volta appresa la gravità della situazione, fermò subito la corsa, che comunque era agli sgoccioli. «Ormai quasi tutti gli atleti avevano già tagliato il traguardo, ma ho mandato i miei collaboratori a fermare quelli che dovevano ancora giungere sul punto dell’incidente - raccontò il presidente della Bike&Run Gorizia -. Alla fine, poi, ovviamente ho ritenuto che non fosse il caso di effettuare la cerimonia di premiazione, che non aveva alcun senso ed è stata, quindi, annullata. Tutti siamo profondamente scossi, non ci era mai capitato di vivere una situazione del genere, e come è facile intuire nel nostro ambiente siamo un po’ una grande famiglia». (fra.fa.)

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