LA VIA D’USCITA ONOREVOLE

Il cementificio non si farà, per Illy è pronta una via sufficientemente onorevole per certificarlo senza doversi smentire, il cerino resta in mano ai tecnici dell'Ass. Salvo colpi di scena, questa sembra essere l'interpretazione attendibile della discussione. E delle conclusioni della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata appunto all'argomento cementificio. Una seduta che è stato un peccato perdersi, da archiviare come impareggiabile esempio di teatro surrealista.


Con attoniti e sorpresi spettatori che hanno assistito ad una rappresentazione dall'apparenza esteriore decisamente irreale, arricchita dall'inserimento di monologhi solipsistici e conclusa con un finale inaspettato. Si sapeva con quasi assoluta certezza che, al di là delle inevitabili pretattiche dei giorni scorsi, la seduta del Consiglio doveva far conciliare gli opposti: rivendicare il ruolo di controllo del Consiglio stesso e non intaccare il decisionismo del presidente della Regione; dire no al cementificio e salvare Illy che aveva sempre detto sì; recuperare la funzione della politica e riaffermare la validità di un modo di governare anti-politico.


Si sapeva anche che gli unici ad avere espresso posizioni chiare e non contraddittorie erano i soliti della sinistra estrema. Si potevano eventualmente prevedere duri scontri fra maggioranza ed opposizione, quest'ultima con un robusto argomento per condurre un affondo sul governatore, sulla sua giunta e sull'apparato amministrativo che gli fornisce i dati e le informazioni. Si potevano prevedere i tormenti e le crisi di coscienza di qualche consigliere della maggioranza.


Nessuno aveva previsto invece, ad ulteriore conferma di quanto la politica sia capace di invenzione, che la quadratura del cerchio sarebbe stata ottenuta seguendo un percorso capace di sorprendere: l'opposizione di centro-destra che si astiene sul documento della maggioranza di centro-sinistra (contro cui hanno votato alcuni consiglieri della componente estrema della maggioranza), e che passa indipendentemente dall'astensione; la maggioranza (quasi tutta, salvo gli estremisti di sinistra piuttosto arrabbiati) che si astiene sul documento della minoranza, che passa grazie all'astensione; il documento del consigliere verde Metz, l'unico a dire un chiaro no al cementificio, senza se e senza ma, che riceve 15 voti equamente ripartiti fra maggioranza e minoranza.


Il tutto al termine di un dibattito in cui meritano una segnalazione gli interventi dei due maggiori esponenti dei Ds: un intervento caratterizzato da sensibilità estrema fino a non nominare neppure di sfuggita l'oggetto su cui il Consiglio doveva deliberare, l'altro volto a descrivere la realtà esterna come semplice rappresentazione della propria coscienza soggettiva. Seguendo il detto popolare che due è meglio di uno, ben vengano i due ordini del giorno approvati sullo stesso tema. E' un modo indiretto per dare più peso alla volontà del Consiglio e nello stesso tempo permetterne letture differenziate all'occorrenza. Nella sostanza, infatti, sono simili ma le forme non sono le stesse. Il clima complessivo, a parte le voci fuori coro di chi voleva un netto pronunciamento del Consiglio, è stato molto collaborativo. Lo stesso presidente Illy ha svolto un intervento che ha colpito per pacatezza e misuratezza e ha promesso che la decisione finale sarà meditata, autonoma, responsabile (anche sul piano politico) e legittima.


Si potrà discutere a lungo su eventuali motivazioni che hanno portato la quasi totalità del Consiglio e il presidente della Giunta a trovare questo strano accordo e la dietrologia potrà sfrenarsi. E' però tutto irrilevante. L'importante è che attraverso il passaggio in Consiglio regionale si sia sbloccata una situazione che rischiava di degenerare in una dura quanto sterile contrapposizione fra i vertici istituzionali della regione e fra la gente e il governo regionale e, soprattutto si è posto, anche se con ritardo, un punto fermo su come deve funzionare il processo decisorio: partecipato, condiviso, attento. E questo è utile anche per il futuro.
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